«Non spostate la prima elementare» – La lettera: la scuola è l’unico elemento pulsante di un indotto di vitalità sociale ed economica

COLFELICE – «I nostri figli vogliono restare in paese»: i genitori dei piccoli che a settembre entreranno alla scuola elementare hanno scritto alla dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Arce, Rita Cavallo, da settimane alle prese, insieme al sindaco Bernardo Donfrancesco, con la verifica di eventuali soluzioni del trasferimento della prima elementare.
Una vicenda seguita molto da vicino anche dall’assessore provinciale all’Istruzione Gianluca Quadrini che non ha fatto mancare il suo apporto in diversi Comuni e scuole del territorio. La lettera è stata presentata in seguito alla riunione che la preside ha tenuto con i genitori il 9 giugno scorso per comunicare la mancata concessione, in organico di diritto, della classe prima della scuola primaria al plesso di Colfelice. Da quell’incontro scaturì la possibilità di scegliere tra far confluire i bambini nella sede centrale di Arce o spostarli in un altro istituto. I genitori con quest’ultima lettera chiariscono la loro posizione: non vogliono scegliere nessuna delle due opzioni offerte, lasciando intatta la loro irremovibile volontà espressa con la domanda di iscrizione nel plesso di Colfelice e a tale proposito chiedono alla dirigente Cavallo di avviare comunque la classe prima a Colfelice con le risorse di cui l’istituto dispone, tanto più che, secondo quanto dichiarato dalla stessa preside, il personale in pianta organica dell’istituto è sufficiente a coprire anche un’altra classe. Cinque i motivi alla base della decisione: i bambini iscritti alla classe prima hanno appena terminato la scuola dell’infanzia e sono abituati ad essere accompagnati e ripresi da scuola dai familiari e quindi non possono essere ancora affidati a dei mezzi di trasporto, almeno fino a  quando non saranno in grado di farlo, che può significare anche l’intero anno scolastico; molti genitori lavorano o non guidano e ad accompagnare i figli sono i nonni, per i quali sorgerebbero difficoltà insormontabili se dovessero spostarsi da Colfelice; alcune famiglie degli iscritti (ben 4 su 11) sono composte da bambini che già frequentano la scuola primaria di Colfelice e per loro diventa insostenibile la gestione dei propri figli mentre frequentano istituzioni scolastiche in due comuni diversi, ne è pensabile spostare anche il figlio grande; il territorio ha una propria identità sociale, culturale e storica che va difesa e promossa tra i futuri cittadini del paese; la scuola a Colfelice è l’unico elemento pulsante di un indotto di vitalità sociale ed economica, la rinuncia alla prima classe sarebbe il primo passo verso la chiusura definitiva del plesso e la fine di tutto ciò che gira attorno a esso.
 

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