Patrizia, la verità nell’autopsia – Ancora avvolta nel mistero la morte della 48enne ritrovata cadavere nel fiume Liri. I carabinieri indagano sulla vita della donna per ricostruire le sue ultime ore prima che venisse rinvenuta esamine

La morte di Patrizia Carducci è, a oggi, ancora un mistero. La 48enne scomparsa il giorno di Natale era stata rinvenuta cadavere sulle sponde del fiume Liri nella mattinata dell’altro ieri. Sulla vicenda indagano i carabinieri di San Giovanni Incarico coordinati dalla Compagnia di Pontecorvo. Qualche certezza in più potrebbe arrivare dall’autopsia. Ancora non sono emersi elementi significativi sulla causa della morte di Patrizia Carducci a motivo dello spostamento dell’esame autoptico, disposto dalla Procura della Repubblica di Cassino, forse al tardo pomeriggio di domani o, al massimo nella giornata di martedì. Nel frattempo le indagini dei carabinieri della Stazione di san Giovanni Incarico, coordinati dal tenente Vittorio Tommaso De Lisa, proseguono a ritmo serrato. I militi dell’Arma, stanno ricostruendo, in modo minuzioso le ultime ore di vita della 48enne spulciando anche nel suo passato, al fine di comprendere se si è trattato di una disgrazia o di altro. Gli investigatori, particolarmente concentrati su questo caso, intendono stabilire, infatti, se la donna è finita in acqua a seguito di un malore o se si è trattato di un gesto volontario. L’allarme sulla misteriosa scomparsa era scattato nel tardo pomeriggio del 25 dicembre quando i familiari, insospettiti dalla lunga e insolita assenza della donna, hanno allertato le forze dell’ordine che non hanno esitato ad avviare la complessa macchina delle ricerche. Le ricerche erano partite immediatamente e avevano visto l’impegno dei carabinieri di San Giovanni Incarico, coordinati dal maresciallo aiutante Mauro Scappaticci, insieme agli uomini della compagnia di Pontecorvo, ai Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Frosinone, al nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Roma, il personale del Corpo forestale Stato di Sora e i volontari della Protezione Civile di Arce, Colfelice, San Giovanni Incarico, Ceprano, Soccorso Alpino di Cassino e la Polizia Locale di Arce. Anche i parenti e semplici conoscenti hanno offerto la loro collaborazione in quella che è stata una poderosa attività di setacciamento di una vasta area senza pensare, però, a un epilogo inaspettato e sconvolgente. Una ricerca che si è purtroppo conclusa nella mattinata di venerdì scorso con il ritrovamento del cadavere della 48enne in prossimità del ponte d’Isoletta, riaffiorato dalle acque del fiume Liri. Il rinvenimento del corpo esamine è stato possibile, di fatto, grazie alla presenza di arbusti nei quali si era impigliato, spinto dalla corrente, consentendone la successiva rimozione da parte dei sommozzatori. Gli abitanti della piccola frazione di Arce continuano a interrogarsi su questo dramma che ha colpito l’intera famiglia ancora attonita e incredula. Ognuno propone nelle piazze e nei bar del piccolo centro una sua personale versione pensando persino a un gesto folle. Considerazioni, queste, che derivano dal recente dramma Palleschi che si è consumato, di recente a Sora, coinvolgendo una intera comunità ancora addolorata e sconvolta. Un dolore che oggi colpisce anche la famiglia Carducci provata da un così grave lutto che vede la partecipazione dell’intera cittadinanza che, nel silenzio, si avvicina a questa famiglia partecipando al lutto e alla ricerca della verità. Ora rimane però nella mente di tutti il ricordo di Patrizia, quale persona buona e riservata che, di certo, non meritava di cessare la sua esistenza in tale modo. Ora la parola passa al medico legale che, nelle prossime ore, dovrà pronunciarsi sulle cause del decesso, mettendo fine a questa straziante attesa che vedrà la riconsegna del corpo ai familiari. Poi i funerali che si terranno, nei prossimi giorni, nella Chiesa della Madonna della Vittoria in Isoletta.

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