Pittura e fotografia, al via la mostra – Fino a domenica è possibile vedere le opere del maestro Fraioli

ARCE – Quando la pittura e la fotografia si fondono, si crea “matamorphosis”.
Il fotografo arcese Romeo Fraioli colpisce ancora. Dallo scorso 5 novembre fino a domenica prossima 17, è possibile visitare una mostra fotografica davvero inedita presso il palazzo Corradini di piazza Umberto I. Si tratta di numerosi scatti provenienti dai reportage fotografici realizzati da Fraioli nel 2013, principalmente in Val d’Orcia in Toscana e nel Subappennino Dauno meridionale in Terra di Puglia. In particolare la mostra coglie un momento tra la fine di maggio e i primi giorni di luglio, dall’altopiano di Castelluccio di Norcia (Pg) dove i paesaggi diventano testimoni di un evento di particolare importanza come la “fioritura”. Per diverse settimane, infatti, la monotonia cromatica del pascolo viene spezzata da un mosaico di colori con variazioni di toni che vanno dal giallo ocra al rosso. Le opere di Romeo Fraioli documentano questa metamorfosi in cui fotografia e pittura si fondono in un perfetto connubio di colori, generando un’atmosfera a metà tra il sogno e il reale, tra l’astratto e il concreto, quasi un momento di confessione e intimità. Del resto l’immagine è per il fotografo arcese una vera e propria esigenza di linguaggio, una forma di espressione, un modo di stare al mondo e comunicare con esso. Romeo Fraioli da trent’anni svolge l’attività di fotografo. Si forma professionalmente partecipando a diversi seminari organizzati in Italia con maestri di indiscussa fama come David Hamilton. Accanto alla fotografia, per cui si è impegnato a realizzare mostre tematiche con immagini d’epoca, ha sempre coltivato l’interesse per gli studi di storia contemporanea concretizzatosi nella pubblicazione di una monografia nel 1999 “Bernardo Nardone. Un rivoluzionario di Terra di Lavoro”. Per i tipi di Montecassino ha pubblicato “Memorie di un  paese. Arce nella filigrana della storia” (2005), “Sulle strade della fede. Il pellegrinaggio a Canneto agli inizi del ‘900” (2007) e “Il Regio Polverificio sul Liri, e il suo borgo” (2009) sempre nella collana Immagini e storia del Lazio meridionale. Fotografo di strada, ha realizzato molteplici reportage nel campo dell’antropologia visiva sui temi legati al folklore, alla religiosità popolare, all’architettura rurale e industriale, alla musica etnica e ai costumi regionali.
 
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