Poste ‘roventi’ – Utenti in protesta nella canicola

ARCE – Temperature equatoriali all’ufficio postale, utenti sul piede di guerra.
Gli sportelli delle Poste Italiane di via Guglielmo Marconi nuovamente al centro delle polemiche. Questa volta a far discutere non sono i malfunzionamenti dei servizi postali e bancari ma l’impianto di condizionamento.
L’ufficio, infatti, sarebbe ormai da mesi senza aria climatizzata. Il caldo torrido di questi giorni starebbe rendendo invivibile gli ambienti riservati agli utenti. Il problema è amplificato dalla struttura architettonica della palazzina che ospita l’istituto di credito. Due delle quattro pareti, infatti, sono quasi completamente a vetro, tanto che i raggi solari creano un “effetto serra” aumentando considerevolmente la temperatura. I trentotto gradi registrati nella giornata di ieri hanno portato il termometro negli uffici più volte al di sopra dei trenta gradi. Una situazione insostenibile per gli utenti ma anche per i lavoratori, costretti ad operare in condizioni poco confacenti.
«Quello che accade ad Arce – ha rimarcato un cittadino all’uscita dell’Istituto – ha dell’incredibile. Anche pagare una semplice bolletta è diventata una missione di sopravvivenza per chi ha sulle spalle qualche anno in più. Se è vero poi che l’impianto dell’aria condizionata è rotto da più di un anno, è evidente quale sia la considerazione che ha la sede centrale delle Poste, tanto attenta alla sua immagine, per i suoi clienti. Forse – ha concluso l’uomo – sarà il caso che noi utenti segnalassimo quanto sta accadendo agli ispettori della Asl, affinché siano loro a verificare se una tale situazione possa essere tollerata in pubblico ufficio».

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