«Qual è il vero progetto sull’ex struttura Onmi?» – Il fabbricato, che una volta ospitava l’asilo nido comunale, ora dovrebbe diventare la nuova sede della Finanza di Ceprano

42Capolinea-Bus-ArceLavori di ristrutturazione dell’ex fabbricato Onmi, vecchia sede dell’asilo nido comunale: duro affondo dell’ex assessore Vincenzo Colantonio.
Il consigliere di minoranza torna a parlare dello stabile di via Marconi, lo stesso che nel 2009 lo vide protagonista di un’accesa battaglia sulla sicurezza degli edifici scolastici che portò l’amministrazione Simonelli a chiudere la scuola elementare, la materna ed anche l’asilo nido comunale.
«Questa struttura – dice Colantonio – è stata chiusa per gravi problemi strutturali sei anni fa. Oggi viene ristrutturata per farne un importante ufficio pubblico. Il bello è che la ristrutturazione approvata non prevede interventi strutturali ma un semplice redistribuzione degli ambienti e quella che possiamo definire una “rinfrescata”. Com’è possibile tutto ciò? E poi – prosegue – per fare questo spendiamo 30.000 euro di progettazione! Francamente non si riesce a capire quale sia il progetto visto che la gara prevede che lo presenti la ditta e che anche sulle migliorie avanzate vengono valutate le offerte. Insomma si spendono somme per un’attività che, se fosse stata di un privato, non sarebbe proprio esistita».
La struttura in questione è destinata ad ospitare, la nuova sede della Brigata della Guardia di Finanza di Ceprano.
Nei mesi scorsi anche il finanziamento regionale di 350.000 euro concesso dalla giunta regionale è stato a più riprese oggetto di interrogazioni indirizzate al presidente Zingaretti. Il consigliere regionale Fabrizio Santori, infatti, aveva sollevato presunte anomalie procedurali che potrebbero finire con l’inficiare l’opera. Secondo il consigliere del gruppo misto, non sarebbero stati rilasciati correttamente alcuni pareri della commissione regionale competente. Inoltre sarebbe stata rilevata l’esistenza di due progetti per la stessa struttura con importi di spesa che differiscono di circa diverse centinaia di mila euro. Su tutto però, almeno ad Arce, la domanda è se veramente la struttura non necessita e non ha mai necessitato, di importanti interventi di consolidamento, così come invece è stato fatto credere per anni.
Un fatto questo che probabilmente avrebbe potuto evitare grossi disagi alle scuole e cinque anni di completa chiusura del servizio nido.

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