‘Quali verifiche nelle scuole?’ – Il consigliere di minoranza vuole conoscere chi ha effettuato i controlli e con quali criteri

ARCE – «Sulla base di quali verifiche tecniche sono state riaperte le scuole?».
È l’interrogativo lanciato dai consiglieri d’opposizione ed in particolare dall’ex assessore ai Lavori Pubblici Emanuele Calcagni.
Secondo quest’ultimo, infatti, non è dato sapere su quali informazioni tecniche il primo cittadino di Arce abbia consentito la riapertura dei plessi sul territorio comunale.
«Nell’ordinanza sindacale con cui sono state chiuse le scuole – scrive Calcagni su di un social-network -  si riporta che da verifiche effettuate “in data odierna” (ieri, ndc) non si presenta “alcun tipo di problema di carattere statico”. Ci chiediamo molto semplicemente chi ha effettuato queste prime verifiche? È possibile prendere visione del verbale di sopralluogo? Con la stessa ordinanza – prosegue – si disponeva la chiusura delle scuole per due giorni al fine di effettuare “ulteriori verifiche tecniche”. Sono state per caso effettuate? E da chi? È possibile visionare il verbale di sopralluogo e l’attestazione conclusiva di sicurezza statica? Mi auguro – conclude Calcagni – che questi atti, come quelli della ristrutturazione della scuola di via Marconi, non siano stati secretati».
Ma in tema di sicurezza degli edifici pubblici comunali riemerge la situazione che riguarda il palazzo municipale. Questa struttura, infatti, sarebbe stata accreditata nella famosa delibera della Regione Lazio, che in seguito portò alla decisione di demolire l’ex Scuola Media di via Magni, con un indice di pericolosità addirittura più alto di quello attribuito all’edificio demolito.
«Le strutture scolastiche – scrive un cittadino – sono state chiuse giustamente per consentire le verifiche. Il Palazzo comunale no! A quanto pare la classificazione del rischio sismico su questo edificio era peggiore della scuola demolita nei mesi scorsi. Anche se per motivi urgenti appare evidente che gli Uffici comunali debbano rimanere operativi, mi viene da chiedersi chi deve, in questo caso, tutelare i dipendenti e i cittadini che si recano in questi luoghi? Non bisognerebbe attuare delle verifiche statiche anche per queste strutture?»

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