Rifiuti, scatta la linea dura – Donfrancesco: ‘Il prefetto Sottile venga a vedere di persona le condizioni ambientali del territorio’

“Né un chilo, né per un giorno”.
Rimane ferma e decisa la posizione dei sindaci dei comuni di Colfelice, Bernardino Donfrancesco, di Roccasecca, Giorgio Giovanni, e di San Giovanni Incarico, Antonio Salvati, sempre più motivati a scongiurare fino in fondo l’arrivo nella Bassa Ciociaria dei rifiuti romani secondo il decreto varato il 3 gennaio dal ministro Clini per far fronte all’emergenza che si è venuta a creare nella capitale.
Come è noto le immondizie provenienti da Roma dovrebbero essere trattate nello stabilimento Saf di Colfelice per poi fare ritorno negli impianti di smaltimento dell’hinterland romano, ma la decisione non viene condivisa assolutamente dai tre sindaci dei Comuni che vivono più direttamente i disagi provocati dall’impianto lavorazione rifiuti di Colfelice e dalla discarica di Cerreto di Roccasecca. Proprio i primi cittadini Donfrancesco, Giorgio e Salvati si dicono pronti a far sentire nuovamente la loro voce di totale dissenso nel corso dell’assemblea dei soci della Saf convocata per martedì 22 gennaio, alle ore 15.00, presso il salone di rappresentanza dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone. Secondo l’ordine del giorno sottoscritto dal Presidente facente funzioni dell’Ente di piazza Gramsci, Giuseppe Patrizi, e dal presidente della Saf Spa, Cesare Fardelli, nel corso della seduta, in cui sono convocati tutti i 91 sindaci della Provincia di Frosinone, dovrà essere discusso il resoconto dell’incontro tecnico del 17 gennaio 2013 convocato dal Commissario Prefetto Sottile, per le eventuali proposte e determinazioni conseguenti. Resoconto in cui lo stesso Prefetto Sottile ha spiegato tempi e modalità per cui l’impianto Saf di Colfelice dovrebbe ricevere e trattare parte delle immondizie prodotte a Roma Capitale, Fiumicino, Ciampino e dallo Stato del Vaticano. In pratica circa 400 tonnellate al giorno, compatibilmente con la capacità di trattamento residua dell’impianto. Ma come detto i sindaci dei Comuni più direttamente interessati, ovvero di Colfelice, Roccasecca e San Giovanni Incarico, non ci stanno e sono pronti a far sentire la loro voce, sempre forte e chiara di dissenso, nel corso dell’assemblea di martedì prossimo.
«Il nostro dissenso all’arrivo dei rifiuti di Roma – ha dichiarato Donfrancesco anche a nome dei colleghi Giorgio e Salvati – è totale, nel modo più assoluto. Come ho avuto modo di ribadire in tutte le sedi, né un chilo né per un giorno. Quelle rassicurazioni che il Prefetto Sottile ha cercato di darci non ci convincono minimamente. Il territorio vive già da anni una difficile situazione igienico-ambientale, figuriamoci se ora possiamo aggiungerci anche altre 400 tonnellate al giorno di rifiuti provenienti da Roma da trattare nello stabilimento della Saf.
Visto che i rifiuti trattati – ha aggiunto il sindaco di Colfelice – dovrebbero tornare a Roma, si può immaginare quale movimento di automezzi pesanti verrebbe a crearsi sulle nostre strade, con notevoli disagi alla normale circolazione e la conseguente perdita di percolato da parte dei mezzi che trasportano i rifiuti. Poi  anche questo fatto che i rifiuti trattati dovrebbero tornare a Roma è poco credibile. Inoltre c’è un altro aspetto: si vuole risolvere l’emergenza di Roma rischiando di mandare al collasso gli impianti della nostra provincia, ma mi pare che a Roma rischiando di mandare al collasso gli impianti della nostra provincia, ma mi pare che a Roma non si sta facendo proprio nulla per risolvere il “loro” problema. Personalmente – ha spiegato ancora Donfrancesco – ho invitato il Prefetto Sottile a venire sul posto per rendersi conto della situazione che viviamo ogni giorno, a partire dal punto di vista igienico ambientale a causa degli odori nauseabondi che si sviluppano quotidianamente sia dall’impianto trattamento rifiuti che dalla discarica di Cerreto. Inoltre c’è un altro aspetto di non poco conto, quello turistico: ci troviamo in una terra ricca di storia, tradizioni e cultura, ma chi verrebbe più a trascorrerci mezza giornata sapendola invasa da altre tonnellate di rifiuti».
Insomma il messaggio è chiaro: la Bassa Ciociaria non può essere scambiata per l’immondezzaio di Roma. Come è noto il Comune di Colfelice ha dato mandato all’avvocato Dario De Santis di Arce di avviare l’iter per il ricorso al Tar contro il decreto del Ministro Clini. Senza dubbio l’assemblea dei soci della Saf di martedì presso il Palazzo della Provincia si preannuncia infuocata. Secondo alcuni infatti nel mirino dovrebbe finire anche il presidente della Saf, Cesare Fardelli, che avrebbe adottato un comportamento poco corretto nei confronti di tutta la situazione che si sta venendo a creare.

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