Rifiuti, si ricorre al Tar – La decisione assunta all’unanimità nel corso del consiglio straordinario

COLFELICE – Un secco ‘no’ all’arrivo e al trattamento dei rifiuti di Roma a Colfelice.

E’ arrivato ieri sera all’unanimità al termine della seduta consiliare che si è tenuta nel Comune della Media Valle del Liri, dopo il provvedimento adottato con decreto del Ministro Clini per far fronte all’emergenza rifiuti nella Capitale. Un secco no che è arrivato da tutti i componenti del civico consesso cittadino e sostenuto dai numerosi rappresentanti del territorio che sono intervenuti per affrontare il preoccupante problema igienico ambientale, che andrebbe ad penalizzare ulteriormente il sud della Provincia di Frosinone. Sono intervenuti per l’occasione il consigliere regionale Anna Maria Tedeschi, il sindaco di Pontecorvo Michele Sirianni Notaro, di Roccasecca Giorgio Giovanni, di San Giovanni Incarico Antonio Salvati, di Rocca d’Arce Rocco Pantanella, il vice sindaco di Castrocielo Giovanni Quagliozzi, l’assessore all’ambiente di Arce Colantonio, gli assessori comunali di Roccasecca Alessandro Marcuccilli e Giuseppe Marsella, insieme ai rappresentanti delle associazioni ambientaliste dei Comitati “Contrasto”, “Cittadini di San Cataldo”, “Fare Verde” e “San Paride”. In avvio dei lavori il sindaco di Colfelice, Bernardino Donfrancesco, ha letto una dettagliata relazione sul motivo della riunione in cui appunto chiedeva ai componenti dell’assise di esprimersi con voto unanime contrario all’arrivo dei rifiuti di Roma presso l’impianto di Colfelice, ed allo stesso tempo ha ribadito la necessità della netta contrarietà delle amministrazioni comunali e dei cittadini del territorio a fare della provincia di Frosinone lo stoccaggio e la discarica dei rifiuti delle altre province.

«Già in passato – ha sottolineato il sindaco – questo Comune ha sempre sostenuto la necessità di creare almeno un ulteriore impianto di riciclaggio, con relativa discarica nella parte nord della provincia, e ciò al fine di evitare l’accumulo di rifiuti in una sola area, densamente abitata e per nulla idonea dal punto di vista idrologico e ambientale».

Di conseguenza Donfrancesco, invitando gli altri amministratori presenti a far fronte comune, ha rimarcato che la prima via da percorrere è quella del ricorso al Tar, visto che il decreto varato dal ministro Clini presenta molti punti che potrebbero essere messi in discussione in un’attenta analisi legale. Ma il sindaco si è soffermato anche sul territorio fortemente penalizzato dalla presenza degli impianti trattamento rifiuti e dalla discarica di Cerreto, entrambi fonti di insopportabili esalazioni maleodoranti e di inquinamento atmosferico e perciò possibile causa di gravi malattie, soprattutto polmonari. Dopo aver messo in evidenza l’aspetto logistico dovuto al notevole afflusso di mezzi sulle strade della zona Donfrancesco si è soffermato sulla capacità residua autorizzata dalla Regione nell’impianto di Colfelice, stimata in t./a. di 139.597, (rispetto alla quantità già trattata di 187.676 t.a.) un dato tutto da verificare visto che l’impianto appare già funzionante al massimo delle potenzialità.

Dopo la dettagliata relazione introduttiva del sindaco di Colfelice sono proseguiti tutti gli interventi, da cui è scaturito un vero e proprio coro di no (su cui riferiremo nelle prossime edizioni). Tutti si sono detti pronti a sostenere il ricorso al Tar ed a dare vita a tutte le forme di lotta affinché i rifiuti di Roma non arrivino nella Bassa Ciociaria, un territorio che “ha già dato” e per questo fortemente penalizzato. Con un ulteriore aggravio di rifiuti diventerebbe definitivamente una pattumiera.

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