Riserva di Isoletta, battaglia continua – Pesante replica di Antonio Fraioli a Giorgio Bortone e Antonio Salvati

ISOLETTA D’ARCE – Riserva di Isoletta d’Arce, da Antonio Fraioli riceviamo e pubblichiamo.
«Nella discussione del rinnovo del Consiglio di amministrazione della Riserva di Isoletta e delle competenze reclamate da Antonio Salvati, sindaco di San Giovanni Incarico, palesate in una delibera del commissario Giorgio Bortone, che ricopre anche la carica di amministratore in detto Comune, sono stato chiamato in causa e, il più delle volte, in modo spropositato ed esasperato. Nelle due controversie, indennità di Salvati e incompatibilità di Bortone, si intravedono delle incongruenze sia nella disputa che negli atti amministrativi posti in essere. Salvati dichiara di non essere stato mai pagato dalla Riserva sottacendo che con delibera commissariale numero 42 del 23 ottobre 2013 si è addivenuti a una transazione che prevede il saldo entro il 31 dicembre 2014. Non si comprende, pertanto, di quali atti ingiuntivi possa farsi propugnatore Antonio Salvati. Forse si riferisce all’iscrizione a ruolo di circa 70 mila euro che il Comune di San Giovanni Incarico, da lui guidato in qualità di sindaco e da Bortone sostenuto in qualità di consigliere comunale, deve alla Riserva per quote sociali non pagate? Nel 2007, a richiesta di Salvati delle sue competenze, in qualità di presidente l’ho più volte invitato per discutere dell’intera vicenda: non si è mai presentato! E’ falso l’assunto del citato deliberato quando afferma che il presidente Fraioli “riconosceva esplicitamene e formalmente il credito vantato dal dottor Antonio Salvati”. Inviti a discutere non significano riconoscimento di istanze iperboliche da parte di chicchessia. Ricordo che nel “vituperato” volantino distribuito durante l’ultima campagna elettorale, inviato per conoscenza alla Procura della Repubblica di Cassino, non ho parlato di crediti da parte del Salvati per la somma di 154 mila euro bensì di circa 24 mila euro. Se la transazione posta in essere da Bortone per 122 mila euro è stata fatta nel “preminente interesse pubblico”, perché, sempre per tutelare “l’interesse pubblico”, non è stata formulata altrettanta transazione per i lavoratori ex co.co.co che da anni attendono la corresponsione delle proprie competenze? L’intreccio tra cariche di Giorgio Bortone, dipendenti o collaboratori del Comune di San Giovanni Incarico, Unione dei Comuni e Riserva Naturale, è un ginepraio che il prefetto, il commissario Patrizi e l’autorità giudiziaria dovrebbero districare portando l’Ente Riserva alla dovuta trasparenza e legalità».
«Le doglianze di Bortone, che lo portano a minacciare il sottoscritto per false dichiarazioni, non mi creano alcun problema poiché attendo con impazienza di essere chiamato dalla Magistratura cercando di dipanare eventuali dubbi sulla legittimità del mio operato. Ricordo a Bortone di non avere patentati politici e di non avere l’arroganza di difendere Giuseppe Patrizi: si difende meglio da solo».
«Appartenere ai poteri forti? Infatti, con un colpo di mano, anche da parte degli amici di Arce, sono stato estromesso da presidente».
«Abbandonerò il procedimento in atto al tribunale di Cassino circa la decadenza di Bortone non per timore, bensì perché lo stesso è stato iniziato per l’incompatibilità tra commissario e consigliere comunale. Darò mandato al mio legale di fiducia, Francesco Germani, di instaurare altro procedimento, al tribunale e all’Autorità anticorruzione (Anac), per la decadenza poiché, alla data odierna, sussiste incompatibilità (ed altro) tra consigliere comunale e presidente della Riserva».

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