‘Risolviamo problemi ai cittadini’ – ‘La battaglia contro Acea ha portato allo storno di diverse centinaia di euro per gli utenti

Non accennano a placarsi lo scontro tra la sezione arcese di Fratelli d’Italia e l’associazione “Insieme per cambiare” di Giovanni Nardone.
Quest’ultimo, infatti, in una nota risponde a quanto apparso ieri sul nostro giornale.
«Apprendo dai mass-media locali di un secondo generico comunicato a firma della sezione arcese di Fratelli d’Italia che dopo aver attaccato il presidente pro-tempore della XV Comunità montana Dino Giovannone, stavolta punta il dito contro il sottoscritto, facendolo nella maniera più subdola che ci possa essere e cioè permettendo che non si vuole entrare in polemica ma poi invece si esprimono concetti farneticanti».
Spiega Nardone: «A questi sedicenti politicanti che non hanno il coraggio nemmeno di firmare le aberrazioni che scrivono con il proprio nome e cognome, rispondo che contrariamente alle stupidaggini affermate, posso dire che con la mia associazione consumistica, abbiamo a oggi con pochi mesi di attività affrontato decine di problemi legati alle cosiddette bollette pazze di Acea facendo realizzare degli storni per centinaia e centinaia di euro, ma soprattutto non utilizziamo la copertura dei palazzi comunali per pubblicizzare le nostre iniziative e ricevere gli utenti. L’accusa che mi servirei di associazioni per “apparire” – dice Nardone – la rispedisco ai mittenti che da quanto vengo informato sono molto pratici nell’esercizio del salto della quaglia, loro si abituati a cambiare partiti, associazioni e quant’altro per interessi personali. Personalmente non mi sono mai autoproclama “paladino” di nessuno ma sono sempre stato, sono e sarò un servitore del popolo lavoratore, quindi i cittadini e le famiglie non si debbono accorgere di nulla, a parte l’azione di protesta e di proposta che invece ho sempre portato avanti, senza avere né padrini né padroni. Non ho bisogno di visibilità tesa a creare una qualche rilevanza politica, in quanto tale ruolo mi è stato riconosciuto col consenso popolare e sfido i referenti arcesi dei Fratelli d’Italia a dimostrarmi di aver saputo fare altrettanto. A tale proposito chiedo loro di dire pubblicamente quando si sono candidati e quando sono stati eletti al Consiglio comunale di Arce, sono convinto che non ci sono mai riusciti, a meno che qualcuno di loro non si sia candidato e sia stato eletto alle ultime elezioni del 2014, ma questa cosa non mi risulta in quanto tra i 17 attuali consiglieri comunali di Arce non vi è nessuno di questo partito. Ci dicano pertanto i “Fratellini d’Italia” chi hanno votato alle ultime elezioni. Per quanto attiene la storia del presidente della Comunità montana di Arce – conclude – ripeto che nei comunicati del partito in parole si punta il dito contro l’attuale assetto solo per beghe politiche che non ci interessano e in particolare il tema del rinnovo della giunta. Mi auspico che l’attivismo della struttura politica si fermi qui ma, se così non fosse che incomincino a metterci nomi e cognomi sulle cose che dicono, perché personalmente su ogni cosa che faccio io ci metto la faccia ed evidentemente questi soggetti sono abituati a metterci qualche altra parte anatomica».
 
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