Scagionati dal nastro isolante – Le impronte non corrispondono a quelle degli indagati. Emersi altri profili

Estrapolati i profili genetici dai frammenti di impronte papillari rinvenuti sui nastri adesivi utilizzati per avvolgere il corpo di Serena.
«Sono profili genetici misti, attribuibili a più soggetti ed utili per ulteriori accertamenti comparativi»: con queste parole, affidate ad una nota, il procuratore della Repubblica di Cassino, Mario Mercone, titolare dell’indagine condotta a stretto gomito con la dottoressa Siravo, ha annunciato dopo oltre tre ore di attesa una importante svolta sul caso Mollicone.
«Tali profili genetici e l’impronta dattiloscopica a suo tempo rilevata sui nastri non appartengono a nessuno degli indagati attuali. E’ emersa la necessità di ulteriori accertamenti genetici e dattiloscopici di tipo comparativo ad ampio raggio».
In quella vasta relazione tecnica corredata da due allegati, a firma del capitano dei Ris Raponi, una certezza: le mani assassine di Serena non rientrerebbero nella cerchia degli indagati né tra il novero delle persone sottoposte a rilievi dattiloscopici.
«Gli accertamenti da svolgere ad ampio raggio si struttureranno comparando gli elementi noti ad eventuali nuovi soggetti» ha aggiunto il procuratore capo del Tribunale di Cassino affiancato dalla dottoressa Siravo e dal maresciallo Pletto. Il mirabile lavoro dei Ris di Roma e del Nucleo Investigativo del Reparto provinciale dei Carabinieri di Frosinone ha permesso di evidenziare delle prove preziose, uniche, per dare finalmente un volto alla mano assassina che nel 2001 rubò la giovinezza alla studentessa di Arce. I profili genetici misti sembrerebbero appartenere, secondo indiscrezioni, ad oltre tre soggetti, forse uomini.
«Non abbiamo ancora stabilito in base a quali criteri selezionare i gruppi di persone da sottoporre a comparazione – ha continuato Mario Mercone – è una valutazione da fare con calma e di cui abbiamo discusso anche questa mattina. La relazione ampia e corposa depositata oggi si compone di tre volumi: occorre, dunque, ponderare bene gli elementi».
Il punto di partenza, quello della mancata corrispondenza, in base ai criteri scientifici presi in esame, con i profili dei sei indagati ‘principe’ del caso. Da qui l’attività inquirente, che nel mese di febbraio dovrebbe trovare il suo naturale svolgimento, ripartirà andando ben oltre le persone interessate dagli accertamenti dattiloscopici e nei cui confronti non sarebbero emersi elementi utili all’indagine.
«Dobbiamo approfondire le ultime ore di vita di Serena Mollicone – ha incalzato il magistrato – per approfondire la posizione di tutti quei soggetti che potrebbero aver avuto rapporti con la studentessa. Un accertamento che va ponderato e valutato con attenzione e selezione».

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