Sede della Guardia di Finanza, un’interrogazione – Ristrutturazione dello stabile, interviene il consigliere Santori

Finanziamento regionale per la ristrutturazione dello stabile (ex Omnia) che dovrà ospitare la Guardia di Finanza, interrogazione presentata dal consigliere regionale Fabrizio Santori. L’esponente del gruppo misto ha sollevato forti dubbi sulla regolarità dell’iter seguito dalla giunta regionale per l’attribuzione di un contributo al comune di Arce di circa 350mila euro. Secondo Santori, infatti, non corrisponderebbe al vero quanto riportato nella delibera n. 922 del 30 dicembre 2014 inerente il parere della commissione competente. «Già a marzo 2014 – scrive Santori in un passaggio dell’interrogazione – l’amministrazione comunale di Arce assicurava che a breve sarebbero iniziati i lavori per la nuova caserma. A tanta sicurezza e urgenza – prosegue – viene in sostegno l’assessore regionale alla Sicurezza che, il 17 dicembre, rileva l’indifferibilità dell’opera e appena cinque giorni dopo, il 22 dicembre, la giunta dispone l’acquisizione del parere della commissione consiliare competente. Otto giorni dopo, il 30 dicembre, viene approvato e finanziato il progetto presentato dal comune di Arce. Il punto è che nella deliberazione della giunta si afferma che era decorso il termine che permette alla commissione consiliare di rendere il proprio parere entro la seconda settimana successiva all’assegnazione. Tra il 22 dicembre e il 30 dicembre 2014, però, ci sono solo otto giorni e in realtà risulta anche che il presidente della commissione, con lettera, avrebbe rinunciato a dare il prescritto parere a nome di tutta la commissione, consiglieri d’opposizione compresi. Dunque – fa notare Santori – non corrisponderebbe al vero quanto scritto nella delibera in merito al parere della commissione. A questo punto – conclude – si vuole sapere dal presidente Zingaretti se corrisponde al vero quanto riportato nella delibera». Santori, inoltre, chiede di sapere in base a quale procedura la giunta ha accolto la rinuncia del presidente di commissione a rendere il parere prescritto e se questo non lede i diritti dei consiglieri a pronunciarsi. Nell’interrogazione il consigliere fa riferimento anche a possibili responsabilità per uno sperpero di fondi pubblici che potrebbe derivare da un eventuale annullamento della delibera a seguito di un ricorso al Tar.

18