‘Sempre più fiducioso’ – Ha parlato della terza persona, per lui una donna, che potrebbe aver partecipato al delitto

ARCE – Serena Mollicone: spunta una terza persona che potrebbe aver partecipato al delitto.
Presto potrebbe esserci una nuova lista di sospettati.
Una impronta parziale è stata ritrovata sul nastro con cui è stato sigillato il sacchetto che avvolgeva il capo di Serena. Sarebbe questa la nuova, ma non l’unica, pista dalla quale sarebbero ripartiti gli inquirenti dopo i risultati negativi dell’esame del Dna sui sei indagati. Impronta che potrebbe essere riconducibile a una donna piuttosto che a un uomo. Una terza persona dunque irrompe nella scena di un atroce delitto che dopo undici anni non ha ancora un responsabile. Questa terza persona avrebbe partecipato al delitto in qualità di possibile autore o di possibile complice che avrebbe aiutato a legare e coprire il corpo di Serena. Che si tratti di una donna ne è certo Guglielmo Mollicone, padre di Serena, che venerdì sera è stato ospite di Salvo Sottile alla trasmissione “Quarto Grado”.
«Sul nastro trovato su Serena – ha detto -, è stato messo in modo maniacale, è così preciso che un uomo non fa quel lavoro. Un uomo cerca di sbrigarsi, mentre la donna è così precisa. Proprio come usa piegare i panni in un certo modo, ha messo quel nastro alle stesso modo. Non ci sono pieghettature».
Una donna che potrebbe aver aiutato uno dei sei indagati che, secondo il papà di Serena, non sono esclusi.
«Questi personaggi intanto non sono esclusi. Non è stato trovato il Dna ma le indagini sono ancora intorno a loro. Quindi non sono affatto deluso ma anzi sono ancora più convinto perché i licheni stanno in quei paraggi, vicino alla caserma di Arce».
Guglielmo parla non a caso di licheni, organismo che è stato ritrovato sugli indumenti di Serena e che sarebbe riconducibile al luogo dove Serena è stata prima trasportata in località Fonte Cupa, dove poi il suo corpo senza vita è stato ritrovato. E’ una traccia importante su cui gli inquirenti hanno messo la lente. Si cerca di individuare infatti, la scena precedente a quella del ritrovamento.
«Ho sempre ipotizzato che Serena, uccisa nell’appartamento attiguo alla caserma, sia stata parcheggiata per delle ore nel carcere che dista circa 80 metri dalla caserma, per poi pensare dove portarla definitivamente. Guarda caso hanno trascinato Serena e dietro la sua maglia sono stati trovati questi licheni. Licheni che sono compatibili con quelli trovati in quel carcere. Quindi la caserma e il carcere sono molto collegati e i personaggi sono sempre gli stessi».
Il papà di Serena è tornato anche sulla vicenda del brigadiere trovato morto: «Non si è suicidato – ha ribadito – non ci sono gli elementi. I familiari ormai non credono più al suicidio».

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