Sequestrato l’ossario del cimitero – A sollevare la questione il sindaco Simonelli dopo i lavori di intervento nella cappella del camposanto perché hanno portato alla luce il problema: non sarebbero state rispettate le regole di polizia mortuaria

Sequestrato l’ossario del cimitero comunale. Blitz dei Carabinieri di Arce ieri mattina al camposanto del paese e all’ufficio comunale che si occupa degli atti cimiteriali. Gli uomini del maresciallo Evangelista hanno provveduto a mettere sotto sequestro preventivo il locale al di sotto della cappella del cimitero in cui vengono raccolti i resti dei defunti riesumati, uno stanzino all’ingresso del sepolcreto dove sono conservati gli atti inerenti le sepolture ed un armadio presso l’ufficio amministrativo del comune di Arce contenete numerosi faldoni dell’attività amministrativa cimiteriale. L’operazione dei Carabinieri sarebbe scattata a seguito di una informativa fatta dal sindaco di Arce Roberto Simonelli l’altro ieri. Secondo le poche notizie trapelate, l’Amministrazione, dopo aver provveduto al restauro della cappella del camposanto, ha dato incarico ad una ditta specializzata di provvedere alla sistemazione dell’ossario che si trova proprio al di sotto della chiesetta ed è raggiungibile attraverso un antico ed angusto cunicolo. Gli operatori della ditta incaricata si sarebbero trovati di fronte ad un macabro scenario. Oltre ai cumuli di ossa del passato, sarebbero state rinvenute numerose bare lasciate li, probabilmente, senza il rispetto delle prescritte norme di polizia mortuaria. Sarebbero stati trovati anche diversi resti umani abbandonati nell’ossario con i vestiti e senza le dovute riduzioni. Insomma una situazione che è apparsa da subito fuori legge, anche per quanto riguarda le disposizioni previste in materia sanitaria ed ha fatto scattare dapprima l’allarme presso gli uffici del comune e poi, dopo che il primo cittadino è intervenuto personalmente sul posto, la segnalazione ai Carabinieri. A preoccupare sarebbero quelle salme che con tutta probabilità sono state esumate senza il rispetto delle leggi in materia o addirittura senza le necessarie autorizzazioni. Le ossa, infatti, secondo il regolamento della polizia mortuaria, devono essere contenute all’interno di piccole cassette di metallo, ben chiuse, registrate con le date di esumazione delle salme e i nomi dei defunti. Tutto questo non sarebbe avvenuto ed ora gli inquirenti cercheranno di fare luce su quanto è accaduto realmente. Un minuzioso lavoro di ricostruzione che porterà a verificare il periodo di riferimento in cui sono state eseguite le esumazioni, se queste sono state correttamente autorizzate e soprattutto da chi. Tra le ipotesi, si potrebbe anche pensare che qualcuno abbia voluto liberare dei loculi per far posto a delle nuove sepolture, magari senza seguire le giuste procedure e senza informare i parenti dei defunti. Un fatto molto grave che potrebbe far configurare delle responsabilità penali ben precise che vanno dalla violazione di sepolcro, alla violazione di norme di polizia mortuaria, igienico sanitarie fino al vilipendio di cadavere e a configurare delitto contro la pietà dei defunti. Sempre secondo indiscrezioni, parte di queste esumazioni sarebbero avvenute negli anni novanta, mentre non ci sarebbero stati negli ultimi 5-10 anni richieste di utilizzo dell’ossario per riporre le cassettine di metallo. E’ prassi molto diffusa, infatti, che queste vengano riposte nei loculi insieme alle nuove sepolture. Fatti che ora saranno al centro di un indagine molto articolata, che dovrà stabilire se sono stati commessi degli abusi e chi eventualmente se ne è reso responsabile.

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