Serena, la verità dalle piante – I licheni ritrovati sugli abiti non sono compatibili con la zona di Fontecupa

ARCE – Caso Mollicone, nuovo incontro in Procura: conferito l’incarico per il prelievo del dna agli indagati e indicati nuovi sopralluoghi. Le indagini virano con decisione sull’ambiente in cui fu trovato il corpo.
Quattro le ore in cui si è discusso su come procedere per non tralasciare nulla, concordando anche l’ampliamento dei riscontri: si procederà non solo a Fonte Cupa dove venne rinvenuto il corpo di Serena, ma anche in quell’ex-carcere, mai aperto, che papà Guglielmo aveva più volte indicato nei suoi appelli quale luogo da dover fa ripartire le indagini. E le indagini sono ripartite, più penetranti che mai, nelle mani scrupolose del procuratore Mario Mercone, del Raggruppamento Investigazioni Scientifiche di Roma a cui è stato conferito l’incarico di eseguire i nuovi accertamenti e del nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando dei Carabinieri di Frosinone. Oltre alla comparazione con i profili delle persone indagate, si passeranno a setaccio frammenti, piccole tracce, segni lasciati da tutti coloro che volontariamente o no sono entrati nel ‘caso Mollicone’. Ora nulla può essere sottovalutato. In questa fase di accertamenti tecnici irripetibili è stata anche richiesta nuovamente la partecipazione di Suprano, prima indagato per omicidio ma poi uscito di scena dopo che le sue tracce, sia dattiloscopiche che genetiche, erano state sottoposte a confronto dando esito negativo. Le impronte digitali, però, sembrerebbero essere risultate “poco chiare”, come trapelato ieri dalla Procura. L’avvocato Eduardo Rotondi (che insieme all’avvocato Biondi ed Emiliano Germani assistono Suprano), raggiunto telefonicamente ha ribadito di dover ancora prendere visione degli atti, ma «di non aver alcun timore, così come non ce n’era stato in precedenza: Suprano aveva già volontariamente deciso di sottoporsi al test». Due le date fondamentali di questa nuova fase d’indagine: la prima, quella del 12 luglio, in cui i Ris insieme al consulente Canini (esperta di botanica) effettueranno un sopralluogo in località Fonte Cupa e nell’ex-carcere, a pochi passi dalla Caserma. In questa fase, sarà condotta un’analisi sulle tracce vegetali: come aveva ribadito il professor Novelli, di notevole importanza è risultato il rinvenimento di licheni sugli abiti di Serena, licheni che «crescono in habitat aridi che contrasterebbero con le foglie di pioppo tipiche, invece, di un ambiente umido, simile alla zona dove venne ritrovato il cadavere». Il 18 luglio, invece, tutti gli indagati saranno chiamati presso il Comando provinciale di Frosinone per le analisi papillari e genetiche.
«La Procura, grazie alla scrupolosità del dottor Mercone vuole valutare anche le tracce più piccole per raggiungere la verità – ha ribadito papà Guglielmo -. E’ un momento importante, siamo quasi alla ‘meta’ per dare a Serena la pace che merita».
Insieme al capitano dei Ris e ai marescialli del nucleo specializzato e del Reparto Operativo di Frosinone, al padre ed allo zio di Serena, all’avvocato De Santis, al legale dei tre Mottola Germani, anche all’avvocato Pagliei con la sua assistita Partigianoni, madre dell’ex fidanzato Fioretti, entrambi indagati.

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