Serena, riaperte le prove – Poi si passerà alla comparazione con quello dei sei indagati. Nel confronto si terranno presenti anche le tracce identificative dello scomparso Santino Tuzi

ARCE – Delitto Mollicone, riaperte le prove catalogate più di dieci anni fa.
Dopo rinvii e false partenze ieri mattina hanno preso via le analisi scientifiche sui reperti dell’omicidio Mollicone. Il cinque dicembre dai sacchetti, che erano rimasti chiusi, verranno estratti i reperti e si preleverà il Dna da comparare con quello dei sei indagati. Presso la sede della Criminal pool di Roma, sezione dattiloscopica, il professor Giuseppe Novelli, genetista, dell’Università Tor Vergata di Roma, ha eseguito le operazioni di apertura dello scatolone contenente le prove dell’omicidio della studentessa di Arce, scomparsa il primo giugno del 2001 e ritrovata cadavere due giorni dopo, nel boschetto di Fonte Cupa ad Anitrella. La maglietta, il top, i bermuda e gli scarponcini di Serena sono stati fotografati ma non tirati fuori dai sacchetti in plastica che li contengono. Alle operazioni hanno preso parte gli avvocati degli indagati che sono F.M. e sua moglie, M. e il figlio M., tutti difesi dall’avvocato Francesco Germani, con la consulenza di parte di Ciro Di Nunzio e Luigi D’Ancora; F.S., difeso dagli avvocati Germani e Rotondi, consulente scientifico e criminologico, Carmelo Laurino; l’ex fidanzato di Serena, M. F. e sua madre, R.P., assistiti dall’avvocato Armando Pagliei con l’ausilio di Francesco Cutrupi come consulente di parte. La parte lesa, papà Guglielmo, è rappresentato dall’avvocato Dario De Santis, assistito nella consulenza dal generale dell’Arma, ex comandante dei Ris di Parma, Luciano Garofalo.
Il 5 dicembre si procederà all’estrazione del Dna dai reperti, poi si passerà alle analisi scientifiche-comparative con i codici genetici degli indagati. Si tratta dell’ultima prova chiesta dal procuratore capo di Cassino, Mario Mercone. Presto, quindi, si arriverà a capire se le persone iscritte nel registro degli indagati con la pesante accusa di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e occultamento di cadavere sono implicate nella morte della studentessa di Arce. In tutto questo c’è ancora un oscuro tassello da mettere a posto e riguarda la morte del militare Santino Tuzi, che si suicidò il 9 aprile del 2008. L’incidente probatorio prevede, infatti, anche il raffronto dei dati scientifici con il codice genetico del brigadiere Tuzi. L’udienza d’incidente probatorio dinanzi al Gip di Cassino è fissata per il 2 febbraio 2012.

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