«Serena, troppi misteri da chiarire» – Guglielmo Mollicone torna a “Chi l’ha visto?” per chiedere giustizia. Sotto la lente la scomparsa di alcune prostitute e il suicidio di Tuzi

ARCE- Guglielmo Mollicone non si arrende e, a distanza di 13 anni dalla scomparsa della figlia, torna a chiedere giustizia per Serena.

Mercoledì scorso, accompagnato dall’avvocato Dario De Santis, Mollicone è tornato negli studi televisivi della trasmissione “Chi l’ha visto?”, ospite della conduttrice di Rai Tre Federica Sciarelli. Le indagini sul giallo di Arce, ancora irrisolto, sono ricominciate da capo perché le impronte rinvenute dagli investigatori non appartengono dagli investigatori non appartengono a nessuno dei conoscenti della diciottenne trovata morta nel 2001 nel boschetto di Fonte Cupa, ad Anitrella il padre di Serena è tornato a dire in Tv quanto afferma di aver segnalato fin dal primo momento agli investigatori: «Ad Arce c’erano alcune prostitute polacche, stranamente sparite dopo la morte di Serena».

A suo dire, le straniere potrebbero aver contribuito a legare Serena e a chiuderle la testa in un sacchetto di plastica. Altro “giallo” da chiarire è il luogo in cui Serena si trovava al momento della morte: secondo gli inquirenti il cadavere è stato spostato e portato a Fonte Cupa solo in un secondo momento. Secondo Guglielmo Mollicone «Serena è stata per ore nell’ex carcere vicino alla caserma».

Nella ricostruzione delle ultime ore di vita della giovane, il brigadiere dei carabinieri Santino Tuzi aveva testimoniato che Serena aveva citofonato proprio ai carabinieri. Tuzi, che non vide la ragazza uscire prima della fine del suo turno è stato trovato morto nel 2008 nella sua auto in campagna poco prima dell’incontro con il giudice per confermare la testimonianza. Suicidio. Non secondo Mollicone, però, che ha riferito le parole della figlia del brigadiere che avrebbe raccontato  di pressioni subite dal padre per farlo ritrattare. Un mistero lungo 13 anni, ormai, ma Guglielmo Mollicone non getta la spugna e continua a lottare per fare giustizia in nome di Serena.

22