Su una scuola due verità – Il consigliere Marzilli contesta un atto eseguito su una delibera revocata dalla Regione

ARCE – «Quello che viene fuori dalla demolizione della vecchia scuola dell’infanzia è agghiacciante».
Parole dell’assessore all’Ambiente Vincenzo Colantonio.
Nei giorni scorsi, attraverso un giornalino auto prodotto, l’assessore ha voluto informare la cittadinanza di cosa si sono trovate di fronte le ruspe all’atto della demolizione del plesso di via Magni.
«Chiedete a chi sta lavorando in quel cantiere! – dice – È sconcertante venire a conoscenza che quello che è venuto fuori va ben oltre i risultati delle verifiche sismiche, fatte su modelli matematici, che davano comunque risultati scadenti. Pilastri scollegati, solai crollati completamente alla minima sollecitazione, calcestruzzo senza cemento, travi sorrette dalla tamponatura, ecc. Di fronte a ciò – ha aggiunto Colantonio – un’intera classe politica dovrebbe solo tacere ed accendere ceri a qualche santo, se sono credenti, per ringraziarlo del fatto che non sia accaduto l’irreparabile. Poco dopo le ultime elezioni – ricorda l’assessore – misi a repentaglio il mio ruolo in quella amministrazione perché mi esposi in prima persona, con dichiarazioni forti, sulla questione sicurezza delle strutture scolastiche. Tutti ricorderanno che cosa accadde in quel ferragosto di due anni fa. La maggior parte delle persone non capiva il perché delle mie azioni che mettevano a repentaglio un progetto, quello della lista “Liberamente per Arce”, per una cosa, forse ritenuta dai più marginale, derubricando quegli atti al “solito casinista”. E tanti chiedevano le mie dimissioni, dentro e fuori. Come se il problema non fosse la malattia ma chi la diagnostica. Altri parlavano di ruoli, di scavalcamenti, come se la sicurezza di un’intera generazione dovesse passare per l’amor proprio o l’orgoglio di qualcuno. Oggi sembrano ridicoli, ma allora il “bandito” ero io! Il risultato della demolizione dovrebbe far capire a tutti perché quell’anno scolastico non sarebbe mai dovuto ricominciare in quelle strutture. È stato fatto un servizio alla comunità e, seppellito il passato sotto quelle macerie. Io – ha concluso Colantonio – oggi sono felice perché so che adesso e solo adesso, i nostri bambini stanno al sicuro».
Seri dubbi sulle indagini antisismiche svolte negli anni scorsi, sono stati sollevati anche dal consigliere Emanuele Calcagni. «Sono stati spesi tanti soldi pubblici – ha detto l’ex assessore – per perizie che allo stato attuale sembrano non rispondere a quanto sta emergendo».

ARCE – «Una demolizione eseguita sulla base di una delibera che la Regione Lazio ha revocato».
È l’ultimo colpo di scena sulla questione legata al futuro della vecchia scuola media sollevato dal consigliere di opposizione Marcello Marzilli. L’ex assessore, infatti, avrebbe scoperto che la Regione Lazio, con delibera n. 220 del 13 maggio scorso, ha revocato la delibera che il Comune di Arce aveva posto a base della decisione di buttare giù la scuola. Una decisione che, a quanto pare, era basata anche su una perizia tecnica che stabiliva che l’edificio era realizzato in muratura, cosa che in questi giorni al momento della demolizione appare tutto in cemento armato e con le tramezzature in muratura.
«Ho sempre sostenuto – ha detto Marzilli – che la struttura  non era pericolante e che non costituiva un pericolo. Ho chiesto al sindaco, al responsabile dell’Ufficio tecnico e alla maggioranza di far eseguire una perizia da un tecnico strutturista che accertasse le condizioni reali del plesso scolastico, prima di avviare la demolizione. Sono rimasto inascoltato. Nessuno ha tenuto conto di una realtà incontrovertibile che vedeva la struttura senza una crepa e in buone condizioni, specialmente se paragonata ad altre del paese e di paesi limitrofi. Ora che la scuola non esiste più, la verità è venuta a galla, la Regione ha smascherato chi in modo surrettizio ha interpretato una deliberazione che invitava ad assumere provvedimenti di salvaguardia delle strutture indicate senza decretarne in alcun modo la pericolosità. Voglio sapere – chiede l’ex assessore – chi ha sbagliato. Voglio sapere quali sono i reali motivi che hanno indotto l’Amministrazione Comunale di Arce ad assumere una decisione assurda. Voglio sapere – ha concluso – chi  ha mal interpretato  le carte della Regione o peggio ancora chi non le ha sapute leggere».

 

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