Sui rifiuti i conti non tornano – E mentre l’opposizione interroga, c’è chi ancora abbandona ingombranti

ARCE – Raccolta differenziata, i conti non tornano e per le strade si continuano a vedere rifiuti abbandonati di ogni genere.
Già nell’ultima assise civica, il consigliere Emanuele Calcagni aveva chiesto spiegazioni all’assessore all’Ambiente, Vincenzo Colantonio, sulle cifre del nuovo sistema di raccolta porta a porta, ormai in funzione dall’agosto del 2010.
A destare scalpore, l’importo inserito nel bilancio comunale di previsione del 2012, dove dovrebbe essere allocata la somma che si prevede ricavare dalla vendita dei rifiuti separati come carta, cartone, plastica, vetro ed alluminio. Ebbene, quella cifra corrisponde a zero, a significare probabilmente che nulla entrerà nelle casse comunali da quei quintali di materiali differenziati dai cittadini arcesi.
Certo, tutti i rifiuti che non vengono conferiti nell’impianto di smaltimento di Colfelice, rappresentano già un risparmio importante per l’ente, ma viene da chiedersi perché non ci siano introiti, seppur modesti, dalla vendita di prodotti notoriamente riciclabili e comunque con un determinato valore di mercato?
Anche dal punto di vista dell’informazione, l’assessorato, che nei primi mesi forniva puntualmente dati sull’andamento del nuovo tipo di raccolta, ha segnato il passo. Ad oggi, dopo due anni dall’introduzione del nuovo regolamento, non è dato sapere quale siano le percentuali di differenziazione dei rifiuti e quale sia il trend rispetto all’anno scorso. Le diverse interrogazioni presentate in tal senso dai consiglieri Calcagni e Nardone aspettano ancora una risposta. Un altro dato preoccupante, invece, è rappresentato dal fenomeno della dispersione dei rifiuti sul territorio.
Basta farsi un giro per le contrade del paese o per le strade meno frequentate, per incontrare cumuli d’immondizia di ogni genere. I punti nevralgici rimangono sempre gli stessi: Valle, Campostefano, Campanile, Collealto e selva comunale.
Altro anello debole dell’attuale “sistema” è senz’altro rappresentato dai cosiddetti contenitori condominiali. Delle mini isole ecologiche, spesso accessibili a chiunque, dove verrebbe conferito di tutto in maniera a dir poco non corretta e, cosa più grave, senza la possibilità di accertare eventuali responsabilità. Su tutto, infine, incombe la mancata apertura dell’isola ecologica presso il mattatoio comunale. Nonostante i ripetuti annunci di un imminente apertura, la struttura sembrerebbe immobilizzata nelle pastoie burocratiche dei permessi che devono essere rilasciati dagli enti sovra comunali.

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