‘Sul caso Belli c’è un disinteresse generale’ – L’attacco di Colantonio sulle ‘curiosità’ del bando e l’esclusione del candidato

«Un paese che preferisce nascondersi per evitare di farsi nemici».
Vincenzo Colantonio interviene duramente sulla vicenda Belli. L’ex di maggioranza chiede spiegazioni all’amministrazione e accusa i cittadini arcesi di essersi disinteressati al caso.
«Come non si può essere – dice Colantonio – al fianco di un padre di famiglia che è stato giudicato inidoneo a ricoprire un ruolo che ha avuto per anni? Questo bando – spiega ancora – presentava delle ‘curiosità’ già dalla nascita. E’ infatti incomprensibile che per svolgere mansioni di idraulico, elettricista e necroforo si debbano avere tra i requisiti la patente D e la conoscenza di una lingua straniera. Ma più di tutte – prosegue –c’è una questione politica e morale che è enorme. Non siamo di fronte ad un concorso dove i concorrenti fanno una prova, vengono valutati e, in base a tale valutazione, vengono inseriti in una graduatoria che assegna il posto. Qui si tratta di stabilire l’idoneità in base a una graduatoria già stilata dall’ufficio provinciale del lavoro ed essendo ruoli di operaio generico bisogna verificare che le persone prime in graduatoria sono in condizione di svolgere quella mansione. Qui, invece, si è stabilito che le persone con maggiori necessità e situazione familiare più gravosa, non sono idonee e soprattutto che non lo è Bernardo Belli, padre di famiglia, che ha svolto la mansione di necroforo per anni. Il buon senso mi spinge a credere che la sua inidoneità sarebbe potuta essere legata solo a gravi infermità psico-fisiche sopraggiunte nel frattempo. Non mi sembra che sia così e non mi sembra che siano le motivazioni della non idoneità. Nel caso – chiosa l’ex di maggioranza Vincenzo Colantonio – necessiterebbe di una spiegazione da parte dell’amministrazione comunale invece di questo silenzio assordante».

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