Sul consiglio tributario è strappo – Marzilli: chiaro atto di sfiducia. L’assessore al Bilancio ha lasciato l’aula. A nulla è servita la mediazione del primo cittadino

ARCE – La maggioranza inciampa sull’istituzione del consiglio tributario.
Precedente storico della massima assise civica del paese: tutti i consiglieri si astengono dalla votazione. Il provvedimento risulta così né approvato, né respinto. Doveva essere una riunione senza particolari insidie, sia a livello amministrativo che di contrapposizione con le forze di minoranza. E invece, nonostante la rinuncia dell’opposizione di presentare interrogazioni, sul finale della seduta la maggioranza si è spaccata sulle dichiarazioni di voto. La delibera di istituire il consiglio tributario, seppur con tutta una serie di perplessità applicative e sulla natura dello stesso provvedimento, doveva comunque essere approvato dalla maggioranza (sull’argomento c’era stata anche una riunione dei capigruppo). Ne era consapevole l’assessore al Bilancio e capogruppo di maggioranza Marco Marzilli che, nell’illustrare il punto all’ordine del giorno, ha sottolineato i limiti e i diversi dubbi operativi del provvedimento, varato dal governo di centrodestra.
Anche l’opposizione, tramite gli interventi di Gianni Nardone e Marcello Marzilli, si è mostrata fortemente contraria arrivando a definire l’istituzione del consiglio come una forma di delazione. Riflessioni condivise anche da diversi membri della maggioranza, tra cui l’assessore Vincenzo Colantonio e il vice sindaco Lucio Simonelli. Proprio sulla dichiarazione di astensione di quest’ultimo è scoppiata la bagarre con il capogruppo di maggioranza in quota Pd, il quale,  evidentemente risentito per l’accaduto, ha chiesto ai consiglieri di maggioranza di astenersi dalla votazione per poi abbandonare in polemica la seduta. Il risultato dello scrutinio ad alzata di mano ha visto tutti i consiglieri presenti astenersi. Un caso raro, o addirittura unico, per il consiglio comunale di Arce. Il sindaco Simonelli ha cercato di riportare la discussione sull’argomento, ma ormai lo strappo era consumato.
Al rientro in aula dell’assessore Marzilli, il vice sindaco ha precisato che la sua posizione non era un atto di sfiducia al capogruppo.
«Se non era un atto di sfiducia al capogruppo – ha commentato in aula Marzilli – lo era all’assessore al Bilancio. Nelle prossime ore prenderò atto di simili atteggiamenti».

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