Sulle dimissioni ‘a metà’ di Calcagni bastone e carota di Gianni Nardone – Dopo la consegna delle deleghe dell’assessore

 

ARCE – Giallo sulle dimissioni di Calcagni.
L’assessore avrebbe restituito le deleghe, ma sarebbe rimasto in giunta a disposizione del primo cittadino.
Un dettaglio di non poco conto questo, che sarebbe emerso da alcune indiscrezioni provenienti dal palazzo municipale.
Voci che vorrebbero sminuire quanto sta accadendo nell’area tecnica del comune di Arce, lasciando intendere che, anche questa volta, la tempesta finirà in un bicchier d’acqua.
Una cosa è certa, questa mattina dovrebbe svolgersi una riunione di giunta.
L’invito del primo cittadino e la partecipazione di Calcagni all’incontro faranno la differenza. Ma, in maggioranza, c’è anche chi comincia a mostrare segni di stanchezza a questo tipo di “giochino” delle dimissioni parziali e vorrebbe che il sindaco non si soffermasse sulle ambiguità e tirasse dritto per iniziare una nuova fase amministrativa. Via di dosso chi, a torto o ragione, rappresenta un problema e subito, anche senza nominare un nuovo assessore, piazzare due nuovi dirigenti di fiducia per l’area tecnica e quella amministrativa. Anche in quest’ultima, infatti, i problemi non sarebbero pochi e ormai è vicina la paralisi totale.
«E’ chiaro a questo punto, se le cosa stanno così – ha detto il consigliere Gianni Nardone – che Calcagni voglia farsi cacciare. Certo – ha aggiunto – non sta a me difenderlo, ma qualche considerazione andrebbe fatta. L’assessore ai Lavori Pubblici è stato eletto con 165 preferenze. Il totale della lista del sindaco senza i voti di Calcagni avrebbe determinato la sconfitta dell’attuale compagine. Ora la sua componente è ritenuta quella scomoda, ma guarda caso ha consentito a Simonelli di diventare sindaco. Correttezza vorrebbe – ha concluso – che si tenga conto di questo, ma è pur vero che noi attendiamo a braccia aperte l’assessore tra i banchi dell’opposizione».

 

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