Sulle nuove scuole – La determinazione degli amministratori

ARCE – «Sulle nuove scuole, determinati ad andare avanti e vi spieghiamo perché».
Amministrazione in prima linea sulla vicenda demolizione della vecchia scuola media dichiarata inagibile nel settembre 2009. La maggioranza fa quadrato attorno all’avvio dei lavori in via Magni. Lo fa, facendo proprio un documento sottoscritto dal funzionario responsabile dell’ufficio tecnico, che nei giorni scorsi ha inteso rispondere per iscritto alle interrogazione presentate dal consigliere d’opposizione Marcello Marzilli che, sul caso, sembra proprio intenzionato ad andare fino in fondo.
«La missiva dell’ufficio tecnico – ha spiegato il presidente del consiglio comunale Gianfranco Germani – risponde in qualche modo anche alle preoccupazioni sollevate dai cittadini a mezzo stampa».
La relazione dell’architetto Valletta spiega che il progetto d’impianto della vecchia scuola media risale agli anni 1954/55 mentre la fine dei lavori è accertata al 1962. Negli ultimi anni è stata oggetto di due ampliamenti e dal posizionamento di una scala esterna antincendio. Sul lato stilistico, sempre secondo la relazione, il fabbricato non è discontinuo e disomogeneo privo di un unicum stilistico predominante. Per quanto riguarda la possibilità di essere ristrutturato, l’ufficio comunale fa presente che l’edificio complessivamente sviluppa una superficie di oltre 1100 metri quadrati ed un volume di circa 4000 metri cubi. Le opere di consolidamento e di rifacimento dell’impiantistica e di rifinitura inciderebbero per un minimo di 900 euro al metro quadrato con un costo d’intervento stimato attorno ai 990 mila euro. Troppo, per migliorare una struttura che alla fine porterebbe con se molti limiti a cui Valletta fa cenno tecnicamente nella nota. Di contro il dirigente evidenzia le tecniche di protezione passive delle scuole che si andranno a realizzare in grado di resistere anche a terremoti molto violenti. Inoltre, si ricorda che le strutture in acciaio e legno «non sono e non possono essere assoggettate ad opere temporanee, basterebbe citare le nuvola di Fuksas o il parco della musica di Piano». La nota dell’architetto si conclude con una serie di risposte ai quesiti sollevati dal consigliere Marzilli, tra tutti, due appaiono particolarmente interessanti. Il primo, che l’immobile in questione, nello stato in cui si trova, non ha un valore di mercato in quanto non agibile e le opere di consolidamento sono pari o superano quelle del nuovo. Il secondo, che l’opportunità di una ristrutturazione e consolidamento, alla fine, rimane pur sempre un indirizzo politico e non tecnico. Come a dire, un’amministrazione che governa un paese, fatte salve tutte le considerazioni del caso, è giusto che decida per il suo futuro.

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