‘Superiamo i campanilismi’ – Donfrancesco: per tagliare le spese si poteva sopprimere il Consorzio di bonifica

COLFELICE – Nell’associazione delle funzioni sta il futuro del piccolo Comune del Cassinate: ne è convinto da tempo il sindaco Bernardo Donfrancesco e ne è uscito ancora più convinto dopo il convegno sulla spending review organizzato dall’Unione ‘Cinquecittà’.
«Ho molto apprezzato e condiviso le puntuali e interessanti relazioni del professore Pietro Barrera, docente della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, e dell’ingegnere Fabio Refrigeri, responsabile dell’Anci Lazio associazionismo comunale nonché sindaco di Poggio Mirteto (Rieti). Entrambi – ha detto Donfrancesco – hanno evidenziato l’obbligatorietà per i Comuni fino a 5.000 abitanti di svolgere in forma associata almeno nove funzioni fondamentali e hanno pertanto sottolineato l’urgenza di procedere, per effetto del nuovo decreto, alla costituzione o all’ampliamento delle unioni o associazioni di Comuni o, in mancanza, alla stipula di apposite convenzioni con altri Comuni».
L’esercizio associato di almeno 3 funzioni fondamentali va assicurato entro il 1° gennaio 2013, quello delle altre funzioni entro il 1° gennaio 2014.
La definizione delle funzioni da associare da parte del Comune di Colfelice sarà oggetto di attento esame da parte del Consiglio comunale, anche se occorrerà individuare l’altro o gli altri Comuni disposti ad “associarsi”.
«Penso che inizialmente (entro il 1° gennaio 2014) si possano considerare le funzioni relative alle attività di pianificazione di protezione civile, alla gestione del catasto, alla progettazione e alla gestione del sistema locale dei servizi sociali, all’organizzazione dei servizi pubblici, compresi il trasporto, la raccolta dei rifiuti o la pianificazione urbanistica ed edilizia di ambito comunale. Di fatto, alcune di queste funzioni sono parzialmente già svolte in forma consorziale con altri Comuni», ha precisato il primo cittadino.
Certo, ammette Donfrancesco, non sarà facile avviare compiutamente e correttamente la gestione associata di tutte le funzioni entro la fine del 2013, anche perché si tratterà di trasferire tra i diversi Comuni anche attività e servizi ‘delicati’ come la gestione dell’edilizia e dei servizi scolastici e la polizia municipale.
«Sono d’accordo – ha ribadito il sindaco di Colfelice – sulla opportunità di procedere ad un graduale riordino della strutturazione e del funzionamento degli enti locali, in primis dei Comuni, con il conseguente inevitabile contenimento delle spese gestionali. Ritengo sia necessario prestare particolare attenzione al contenuto del decreto, comprenderne appieno la portata e le misure da adottare perché ne va di mezzo il futuro delle nostre comunità territoriali. Occorre evitare, in particolare, che la supina accettazione ed adozione dei recenti provvedimenti possa arrecare gravi disfunzioni e storture e magari non portare all’auspicato contenimento della spesa. Si poteva operare qualche altro “taglio” se si voleva ridurre ulteriormente la spesa pubblica. Non si capisce perché, ad esempio, il Governo, nel suo lodevole proposito di ridurre la spesa e i balzelli che gravano sul cittadino, non abbia previsto la soppressione degli enti e organismi territoriali proliferati a dismisura negli ultimi decenni e spesso inutili e scarsamente produttivi verso i cittadini. Mi riferisco, per quanto riguarda Colfelice, al Consorzio di Bonifica Valle del Liri».
Insomma, l’amministrazione comunale di Donfrancesco è pronta a cambiare associando le funzioni, pur di conservare la sua autonomia: «Certo, dopo decenni e secoli di localismi e municipalismi, – commenta il sindaco, amministratore ultradecennale del paese – non siamo tutti pronti e disponibili ad accogliere volontariamente le previste forme di gestione associata dei tradizionali servizi dei nostri Comuni, ma va opportunamente considerato che queste novità discendono soprattutto dall’assoluta necessità di procedere alla riduzione della spesa e che, nonostante l’appartenenza ad istituzioni sovranazionali di ampia portata, il Governo ha inteso salvaguardare l’identità dei mille campanili d’Italia, dei tanti Comuni sparsi in tutta la penisola, mentre solo qualche anno fa si era temuta la soppressione degli enti fino a mille abitanti».

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