Tiozzo e i Nobel ‘negati’ – Al convegno ha preso parte anche la professoressa Giovanna Miele

COLFELICE – Il professor Enrico Tiozzo ha spiegato la letteratura italiana e il premio Nobel.
Un pubblico numeroso ha partecipato al convegno che si è svolto nella sala consiliare nei giorni scorsi.
L’ordinario di lingua e letteratura italiana dell’università svedese di Goteborg è stato affiancato dalla professoressa Maria Giovanna Miele, insegnante di filosofia e storia e a dottoranda di ricerca presso l’università degli studi di Cassino.
L’occasione del convegno è stata soprattutto quella di conoscere e apprezzare i lavori del professor Tiozzo. Laureato in filosofia alla Sapienza nel 1970 con una tesi sulla ricerca di “Dio in Pär Lagerkvist”, pubblicata lo stesso anno da Bulzoni, da oltre trent’anni insegna Lingua e Letteratura italiana in Svezia; è autore di numerosi saggi sui lirici moderni svedesi e sulla letteratura italiana del secondo Novecento (Bertolucci, Sciascia, Pasolini e il ciociaro Bonaviri). A partire dagli anni Settanta ha collaborato prima alle pagine della cultura dei quotidiani ‘Il Tempo’ e ‘Il Messaggero’ di Roma e poi alla terza pagina del più importante quotidiano svedese, il Dagens Nyheter. Collabora oggi alla rivista Belfagor. Nel 2003 è stato premiato dall’accademia di Svezia per la qualità del suo lavoro di traduzione in italiano della lirica moderna svedese. Dopo uno studio tematico sul carattere romanzesco nelle autobiografie italiane del XVIII secolo, ha pubblicato una ricerca su alcuni aspetti finora inesplorati del delirio Matteotti (La giacca di Matteotti e il processo Pallavicini. Una rilettura critica del delitto, Arcane, Roma 2005), basata su nuovi documenti, che ha riaperto il dibattito storiografico sull’argomento. Il suo lavoro più importante (Il romanzo blu, Temi, tempi e maestri della narrativa sentimentale italiana del primo Novecento, voll. I-V, Arcane, Roma 2005-2006) è uno studio di oltre tremila pagine su tutte le opere dei quattro scrittori (Guido da Verona, Luciano Zuccoli, Pitigrilli, Lucio d’Ambra) più letti e più popolari in Italia nei primi decenni del XX secolo e sui motivi della loro cancellazione dal canone letterario stabilito dalla storiografia a partire dal secondo dopoguerra in avanti. Nel 2010 a Pietrasanta (Lucca) ha vinto il premio Carducci per la saggistica con “La letteratura italiana e il premio Nobel. Storica critica e documenti” (Olschki, 2009), una ricerca sulla sorte dei candidati italiani al Nobel per la letteratura. Tiozzo si accredita come l’unico non contaminato, nel suo lavoro, da pregiudizi socio-politici.
 

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