Trovare l’assassino e i suoi complici – L’appello di Federica Sciarelli durante la trasmissione di Rai Tre “Chi l’ha visto”

ARCE – Il caso Mollicone torna in tv. Mercoledì sera, la trasmissione di Rai Tre “Chi l’ha visto?” si è occupata nuovamente dell’omicidio della giovane studentessa di Arce.
Il programma condotto da Federica Sciarelli ha dedicato un ampio spazio al giallo di Arce, ospitando in studio il papà di Serena, Guglielmo Mollicone e l’avvocato Dario De Santis.
La trasmissione ha preso spunto dalle notizie rese note a seguito della conferenza stampa che si è tenuta mercoledì mattina presso la Procura di Cassino. Il procuratore della Repubblica, Mario Mercone, titolare dell’indagine condotta a stretto gomito con la dottoressa Siravo, ha infatti reso noti dei nuovi elementi che potrebbero rappresentare una svolta decisiva sul caso. Durante la diretta di Rai Tre si è parlato di questi nuovi profili genetici che sarebbero stati estrapolati dai frammenti di impronte papillari, rinvenuti sui nastri adesivi utilizzati per avvolgere il corpo di Serena.
«Questo di Serena – ha detto la conduttrice introducendo il caso – è una delle vicende più brutte della nostra Italia». «Sono passati tanti anni – fa notare la Sciarelli – e non ci va di entrare nei particolari morbosi, ma qui è necessario ribadire come questa ragazza è stata uccisa con un’agonia lunghissima attraverso un sacchetto che gli è stato messo in testa quando ancora era viva, soffocandola lentamente». «Bisogna assicurare l’assassino alla Giustizia – ha concluso la giornalista – e con lui gli eventuali complici».
Con il servizio di Dean Ambuletti è stata ripercorsa tutta la vicenda e riascoltate le interviste sulle rivelazioni fatte dal brigadiere Santino Tuzi e del suo successivo misterioso suicidio. Poi sono state trasmesse alcune dichiarazioni del Procuratore Mercone, rilasciate durante la conferenza stampa, che lasciano intendere come questi profili individuati aprono una nuova serie di comparazioni che riguardano più persone e potrebbero portare all’individuazione di quanti sono coinvolti nell’omicidio.
In studio, sia l’avvocato De Santis che papà Mollicone, hanno ribadito come l’indagini siano state avviate in malo modo, mettendo in luce nuovi importanti aspetti trascurati dagli inquirenti dell’epoca. Tra tutti, il mancato intervento delle unità cinofile nel boschetto di Fonte Cupa e l’assenza di un controllo capillare degli accessi di persone e mezzi all’interno dell’area in cui è stato rinvenuto il cadavere.
Intanto per oggi pomeriggio, alle ore 15, è in programma a Cassino una conferenza stampa dell’avvocato Edoardo Rotondi e del criminologo Carmelo Lavorino, rispettivamente difensore e consulente del carabiniere indagato Francesco Suprano.
 

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