Trovata morta nel lago. Era scomparsa a Natale – Patrizia Carducci, 48 anni, di Isoletta si era allontanata da casa per una passeggiata. Nessuna ipotesi viene esclusa al momento. Il corpo senza vita della donna è stato recuperato ieri mattina vicino al ponte sul Liri. Di lei non si avevano più notizie da giovedì. Non aveva portato cellulare e chiavi.. Nel 2001 si era sposata, poco dopo si era separata dal marito ed era andata a vivere con il papà ad Isoletta

Morire il giorno di Natale. E’ stato ritrovato ieri mattina, vicino al ponte Liri, il corpo esamine di Patrizia Carducci. La donna quarantottenne scomparsa il giorno di Natale è stata rinvenuta verso le 10.15 di ieri dopo lunga attività di ricerca coordinata da militari della Compagnia carabinieri di Pontecorvo. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la signora, che risiedeva con il padre nella piccola frazione d’Isoletta, si era allontanata da casa per una passeggiata. Avrebbe chiesto un breve passaggio in auto ad un conoscente fino alla zona del ponte che attraversa il fiume Liri, nei pressi del lago di San Giovanni Incarico. La donna, a quanto pare, sarebbe uscita dall’abitazione in ciabatte, senza portare con se le chiavi di casa e il suo cellulare. La denuncia dell’allontanamento, però, sarebbe stata formalizzata dalla sorella della vittima verso le 18.30 di giovedì, dopo aver tentato invano di trovarla a casa di parenti ed amici. Dalla caserma dei Carabinieri di San Giovanni Incarico è scattato immediatamente il protocollo operativo predisposto in questi casi dalla Prefettura di Frosinone. Le ricerche sono andate avanti per diverse ore e si sono interrotte nella tarda serata del 25 per poi essere riprese all’alba di ieri. Nonostante il giorno festivo, imponente è stato il dispiegamento di forze che ha partecipato alle operazioni di ritrovamento. Oltre ai Carabinieri, infatti, sono intervenuti i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Frosinone, il Nucleo Sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Roma, il personale del Corpo Forestale dello Stato di Sora, nonché i volontari della Protezione Civile dei comuni di Arce, Colfelice, San Giovanni Incarico e Ceprano, gli uomini del Soccorso Alpino di Cassino e gli agenti della Polizia Locale di Arce. Determinante per il ritrovamento del cadavere è stato l’utilizzo di un particolare drone che, dotato di una videocamera, ha sorvolato e scandagliato la parte più a nord del lago fino ad individuare il corpo della quarantottenne, per il cui recupero è stato comunque necessario l’intervento dei sommozzatori, coadiuvati da un elicottero del Centro Aviazione dei Vigili del Fuoco di Ciampino. Nel luogo del ritrovamento sono giunte le tre sorelle della vittima a cui è toccato anche il triste rito del riconoscimento del cadavere. Subito dopo, la salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria che ne ha disposto il trasferimento presso l’obitorio dell’ospedale civile di Frosinone. Nessuna ipotesi sul caso, al momento, sarebbe esclusa dalla Procura di Cassino. Appare chiaro però che le indagini in corso puntano a capire se si tratti di un suicidio. Per verificare questa ipotesi è fondamentale escludere alcuni possibili elementi del decesso; ecco anche perché il sostituto procuratore, Arianna Armanini, ha disposto che venga effettuato l’esame autoptico sul corpo della donna. Alcuni volontari che hanno partecipato alle operazioni di recupero, hanno riferito che sulla salma non ci sarebbero segni di violenza e che tutto lascerebbe pensare ad una morte avvenuta per annegamento. La notizia della scomparsa e del ritrovamento del cadavere di Patrizia Carducci, comunque, ha profondamente turbato gli abitanti del piccolo borgo del comune di Arce, località in cui tutti si ben conoscono. Appena pochi giorni fa la comunità era stata in festa per la presenza del vescovo diocesano intervenuto per la designazione del nuovo parroco della chiesa di Santa Maria della Vittoria. Alcuni abitanti del posto ci hanno riferito che Patrizia, da tempo, viveva un periodo buio, probabilmente privo di speranza. Forse era affetta da un disturbo depressivo e che alternava stati d’animo migliori a momenti di sofferenza interiore. Nel 2001 la donna si era sposata, successivamente si era separata dal marito, conviveva con il papà. Cosa è avvenuto realmente in questa tragica giornata di Natale, forse, non si saprà mai. Rimane il cordoglio di una comunità che in queste ore si sta stringendo intorno alla famiglia Carducci e, proprio da quel ponte, sta lasciando un fiore in ricordo di Patrizia.

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