Tutte le tecniche per sembrare più giovani – I consigli del medico estetico per dimostrare dieci anni di meno e curare i piccoli inestetismi della cute

Chi non ha pensato almeno una volta di voler sembrare più giovane? Chi, guardandosi allo specchio, non ha visto la propria pelle ogni giorno più spenta  appesantita dal passare del tempo?
L’idea che balena subito è quella del chirurgo estetico e delle cifre enormi necessarie per cedere alla vanità…
Oggi non è più così: esistono piccoli interventi, economicamente alla portata  di tutti, che  nel modo più naturale possibile possono aiutarci a ritrovare la “ freschezza “ perduta. Ma che cos’è l’invecchiamento cutaneo?  Il deterioramento della pelle non è dovuto solo al passare degli anni, ma anche il clima, l’inquinamento, un’alimentazione scorretta, il fumo e il mancato uso di creme per proteggerla dalle radiazioni solari e dalla disidratazione causano l’invecchiamento, che si manifesta poi con rughe, flaccidezza, macchie, alterazioni micro e macrovascolari…. Volendo saperne di più si può dire che questi cambiamenti sono dovuti a modificazioni delle strutture più profonde della nostra pelle per questo motivo la maggior parte dei trattamenti sono finalizzati alla cura e al miglioramento di queste strutture. In nostro aiuto ,quindi, viene la moderna medicina estetica che, grazie a un approfondito studio della fisiologia e della funzionalità dell’intero organismo, nonché dei comportamenti e delle abitudini alimentari, motorie e cosmetiche dei pazienti, è in grado di proporre i giusti trattamenti per la correzione degli inestetismi. Si tratta di tecniche che utilizzano sostanze chimiche o agenti fisici  per restituire alla pelle il perduto grado di consistenza, colorazione ed elasticità.
Abbiamo chiesto al dott. Alessandro Paolelli che opera ad Arce presso la divisione di Chirurgia e Medicina estetica del Laboratorio Analisi di Armando Antonelli & C, di spiegarci in cosa consistono alcuni di questi trattamenti e quale corretto stile di vita sarebbe meglio adottare per proteggere e preservare la salute della nostra pelle.

Quali metodiche e prodotti utilizza nella sua pratica clinica per correggere o, almeno, ridurre  gli inestetismi dovuti all’invecchiamento?
«Curo molto l’aspetto della prevenzione dell’invecchiamento inteso nel modo più globale del suo significato. Infatti consiglio sempre di seguire le regole basilari di una vita salutare (corretta alimentazione, attività fisica regolare,  uso di filtri solari,  non fumare etc).  Nell’invecchiamento, il protocollo terapeutico è sempre personalizzato  rivolto al miglioramento della qualità della pelle attraverso l’applicazione di varie metodiche con l’ intento di migliorare la texture, eliminare le ipercromie, restituire tono, turgore e elasticità»

Quale metodica preferisce e perché?
«Partendo dal presupposto che la mia regola di base è “massimo risultato con minima invasività”; non esiste una metodica preferita ma esiste una corretta scelta terapeutica per ogni singolo caso».

Lei si occupa di peeling ci può spiegare la tecnica?
«Il peeling è un trattamento di medicina estetica per  migliorare l’aspetto della cute, ottenendo un effetto levigante e di ringiovanimento. Il peeling chimico è un trattamento estetico che stimola, attraverso l’applicazione di una sostanza chimica sulla pelle, la esfoliazione ed il conseguente ricambio della pelle. Il peeling chimico agisce all’interno della pelle attraverso l’azione di vari meccanismi: stimola la rigenerazione (turnover) cellulare rimovendo ed esfoliando le cellule morte dello strato corneo provocando una vera e propria accelerazione del ricambio cellulare che avviene già naturalmente nel derma, elimina le cellule della pelle danneggiate e degenerate, che vengono sostituite da cellule epidermiche normali, produce un’infiammazione che attiva la produzione di collagene ed elastina (rivitalizzazione e ringiovanimento del derma mediante stimolazione dei fibroblasti con formazione di collagene autologo). Un peeling  può quindi agire sia a livello del derma più superficiale o a livello più profondo, ma ricordiamo che piuttosto che eseguire un peeling profondo, con i possibili rischi ed effetti indesiderati, è consigliato eseguire varie sedute di peeling superficiali o di media profondità».

Quali sono le patologie che possono essere trattati con il peeling?
«Sicuramente la cheratosi, le cicatrici da acne, le smagliature, la rosacea, discromie, l’acne e la dermatite seborroica».

E quali risultati si possono ottenere?
«La pelle riacquista pian piano compattezza ed idratazione e le rughe, i  segni dell’acne e le macchie saranno attenuate».”

In quanto tempo?
«Il tempo o meglio le sedute  sono variabili a seconda della concentrazione utilizzata nel peeling e alla risposta individuale».

Quali sono i disagi del periodo post- peeling?
«Rossore ed scurimento della pelle per alcuni giorni dopo il trattamento, esfoliazione successiva  della stessa».

E per quanto riguarda la luce pulsata?
«La luce pulsata è una tecnica innovativa e non traumatica che sta avendo un grande successo in quanto permette di "attivare" la pelle in profondità stimolando la produzione di nuovo collagene e migliorando l’aspetto generale, la texture e la consistenza della pelle riducendo le rughe e donando un effetto generale di lifting senza utilizzare bisturi o altri strumenti traumatici. Inoltre permette di trattare le piccole rughe del contorno occhi, le macchie senili e molte alterazioni vascolari. Grazie a un particolare apparato si riesce a portare energia termica negli strati più profondi della pelle stimolando la produzione di collagene e di fibre elastiche. Un apposito sistema refrigerante provvede a mantenere la pelle alla temperatura giusta evitando quindi danni superficiali ed eliminando ogni sensazione di dolore lasciando, dopo il trattamento, solo un lieve rossore della pelle. I risultati sono già visibili dopo 2 o 3 trattamenti e continuano a migliorare nei mesi successivi. Non è necessaria degenza e i pazienti non devono interrompere le normali attività lavorative e sociali».

Quali benefici reali è possibile avere da questi trattamenti e in quale misura?
«Trattare gli inestetismi cutanei è oggi possibile e i benefici sono notevoli. Stimolare il derma, induce un’ aumento della vascolarizzazione del tessuto e un aumento di tutti i processi riparativi  e metabolici atti a contrastare l’azione dei radicali liberi che sono causa dell’invecchiamento cutaneo. Con queste tecniche si riesce a migliorare la texture cutanea, le rughe, il turgore  e la luminosità della pelle, oltre che ad eliminare le ipercromie, i capillari e la presenza di pregresse cicatrici».

Quali consigli può dare ai lettori del nostro giornale per affrontare in tranquillità questi piccoli inestetismi e patologie?
«E’ necessario, per non dire indispensabile, modificare lo stile di vita, fare attività fisica , eliminare il fumo  curare con particolare attenzione l’alimentazione, insomma utilizzare tutti quei piccoli accorgimenti che permettono una vita generalmente  migliore che si rispecchierà nell’aspetto della cute che apparirà certamente più sana e dal colorito omogeneo e compatto. Ma soprattutto mi sento di dire che bisogna sempre affidarsi a personale medico qualificato perché queste tecniche richiedono una preparazione molto accurata per il loro utilizzo e un costante aggiornamento».

 

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