‘Tuzi fu portato al suicidio’ – Il padre di Serena non crede all’ipotesi del gesto volontario per ragioni sentimentali

ARCE – Riflettori accesi sul giallo di Arce anche su Rete4.
L’ultima puntata della trasmissione “Quarto Grado”, andata in onda venerdì scorso, ha riservato un ampio spazio all’omicidio della giovane studentessa di Arce, e anche sulla morte del brigadiere Santino Tuzi.
In studio Guglielmo Mollicone che ha ribadito le sue tesi sul caso e di come i cinque avvisi di garanzia (o almeno parte di questi), emessi lunedì scorso dalla Procura della Repubblica di Cassino, confermino i sospetti maturati in questi lunghi dieci anni.
Il programma condotto da Salvo Sottile ha ricostruito i passaggi salienti del giallo ma tra gli elementi di novità emersi dalla trasmissione, c’è senz’altro il profilo sempre meno chiaro delle motivazioni che, nel 2008, hanno spinto al suicidio Santino Tuzi, uno dei brigadieri della caserma che era stato ascoltato come persona informata sui fatti. Il carabiniere, secondo gli inquirenti, si sarebbe ucciso sparandosi un colpo di pistola al cuore per motivi sentimentali. Per papà Guglielmo, alcuni amici e per la famiglia del militare invece il gesto estremo sarebbe stato compiuto a causa delle sue indagini sul caso di Serena Mollicone.
«Santino – ha detto in un passaggio della trasmissione il maestro Guglielmo – è stato portato al suicidio».
Una dichiarazione che è stata ripresa dal conduttore che ha sottolineato la gravità di simili affermazioni. Secondo il papà di Serena, il brigadiere non aveva intenzione di suicidarsi. Qualche giorno prima aveva provveduto ad espletare le pratiche della dichiarazione dei redditi, al mattino aveva attivato una nuova scheda sim per un telefonino. Tutti avvenimenti che non lascerebbero pensare ad una persona che ha intenzione di togliersi la vita. E poi quelle dichiarazioni rilasciate ai magistrati due giorni prima. Tuzi, infatti, avrebbe detto che il giorno della scomparsa Serena era andata in caserma e che proprio lui, in servizio come piantone, ha risposto al citofono e, dopo aver ricevuto l’autorizzazione tramite un interfono, avrebbe visto la ragazza avviarsi verso l’appartamento privato dell’allora comandante della stazione dei Carabinieri. Tutti misteri che al momento rimangono nelle trasmissioni tv, con l’unico risultato certo finora, quello dello share da record ottenuto.

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