Un luogo di confronto per tutti – E’ questo l’obiettivo dell’incontro promosso dal gruppo consiliare di opposizione. ‘Si è abbassata la qualità della politica e prevale l’interesse dei singoli’

ARCE – «Arce, paese per ricchi». Questo il titolo dell’incontro-dibattito che si è svolto sabato scorso presso i locali dell’ex mercato coperto. L’appuntamento aperto alla cittadinanza è stato un’occasione per Vincenzo Colantonio, leader del gruppo di opposizione “Prima gli Ultimi”, per fare il punto anche sulla situazione amministrativa. «L’obiettivo di questo incontro – ha spiegato Colantonio – è quello di costruire un luogo di confronto. Con questa iniziativa offriamo una tribuna dove le persone hanno la possibilità di confrontarsi. Riteniamo che dal confronto, e solo da esso, si possa costruire un patrimonio di progettualità che purtroppo oggi manca. Amministrare non è semplice e l’improvvisazione è madre delle tante sciagure che affliggono Arce come tanti altri paesi, e oserei dire l’Italia in generale». «”Libertà è partecipazione” è una pietra miliare della democrazia. La partecipazione garantisce che i processi siano la sintesi di contributi diversi e questo è fondamentale. Maggiore sarà la partecipazione, più articolata e migliore sarà la sintesi. Ma la relazione è biunivoca. Tutti coloro che avranno contribuito alla sintesi assumeranno come patrimonio personale i suoi contenuti. E questo farà crescere ed emergere una nuova classe dirigente legata al territorio, legata alla comunità, perché è frutto della sua sintesi. Nella vecchia Italia questo ruolo lo svolgevano i partiti con la loro organizzazione capillare. Oggi i partiti, qualora esistano ancora, hanno abdicato a questo ruolo. Non sono più la “guida” per la società, ma subiscono passivamente le dinamiche innescate dai singoli. Questo accade anche ad Arce. Allora una classe dirigente, espressione di partiti organizzati, discutibile quanto si voglia ma capace e vincolata, anche elettoralmente, al territorio, è stata sostituita da una classe dirigente dove emergono “i furbi”. All’interesse di parte è stato sostituito l’interesse dei singoli e questo è accaduto semplicemente perché c’è stato un abbassamento repentino della qualità del personale politico. Quando si abbassa notevolmente il livello generale è ovvio che emergano i furbi. E si è abbassato a tutti i livelli. Nella vecchia politica i gruppi dirigenti dei partiti erano di grande qualità perché erano “popolari” e territoriali. Ogni partito anche il più piccolo sarebbe stato in grado di esprimere un intero governo, mentre oggi chi ricopre incarichi governativi rilevanti è spesso un tecnico, vista l’impreparazione generale della politica. Lo stesso accade nelle amministrazioni locali». «Il Consiglio comunale di Arce di 30 anni fa, discutibile quanto si voglia, aveva una qualità generale nettamente superiore a quella attuale. La stragrande maggioranza dei consiglieri era in grado di intervenire sulla maggior parte delle problematiche amministrative, con cognizione, oggi purtroppo non è così. E nella pochezza del contesto, facilmente emergono i furbi. Fatta questa analisi, l’obiettivo è quello di formare la politica, di creare un luogo dove parlare di amministrazione. Abbiamo visto negli ultimi tempi quante delusioni sono arrivate da persone che, sulla carta, avrebbero dovuto fornire queste garanzie! E’ ovvio che tutto questo si pone in alternativa all’attuale amministrazione. Almeno , sicuramente in alternativa, fin quando verranno perpetrate le politiche messe in campo negli ultimi mesi». «Dostoevskij diceva che la civiltà di un popolo si misura con le condizioni delle sue carceri, sono perfettamente d’accordo e aggiungo che la qualità di un’amministrazione si misura con l’attenzione che ha verso le condizioni di vita di chi sta nello scalino più basso della scala sociale, con l’attenzione che ha verso gli ultimi». «L’amministrazione comunale di Arce ha assunto una serie di iniziative politiche che vanno in tutt’altra direzione».

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