‘Un provvedimento atteso e inevitabile’ – Il commento dell’amministrazione sulla revoca del finanziamento

ARCE – «Provvedimento atteso e inevitabile».
Sembra essere questo il commento degli amministratori di Arce alla diffusione della notizia relativa alla revoca del finanziamento di quasi un milione di euro per il palazzo di vetro.
Dal Comune non è arrivata nessuna posizione ufficiale dell’amministrazione comunale.
Il sindaco e i suoi più stretti collaboratori però, almeno da quanto è dato sapere, non sarebbero stati colti di sorpresa dalla delibera di autotutela votata dalla giunta regionale lo scorso 11 settembre.
«Sono mesi – ci dicono dai corridori del palazzo municipale – che è stato avviato il procedimento per la revoca del finanziamento. L’amministrazione ha tenuto diversi incontri in regione e ha prospettato numerose ipotesi e tra queste il tentativo estremo di far sospendere il procedimento per cercare ancora possibili soluzioni capaci di salvaguardare l’interesse dei cittadini arcesi. E’ evidente che gli uffici regionali, con l’interessamento anche della Corte dei Conti e le condizioni venutesi a creare, non potevano far altro che richiedere indietro il finanziamento. D’altra parte nel deliberato si parla chiaramente della “condotta criminosa messa in atto” e della mancanza di qualsiasi presupposto per mantenere quei fondi. Ora – concludono – bisognerà capire quale strada seguire».
L’amministrazione, a quanto pare, è orientata a nominare un legale di fiducia che segua da vicino tutta la vicenda. Sembra che, con la notifica ufficiale dell’atto regionale, gli attuali amministratori si vogliono cautelare nei confronti di coloro che, nel primo grado di giudizio, sono stati ritenuti responsabili. Si parla anche di valutare una possibile azione di sequestro conservativo al fine di creare un vincolo di indisponibilità sui beni delle persone ritenute finora responsabili. Sicuramente si prospetta una lunga battaglia giudiziaria dove, probabilmente, peserà anche il ruolo politico dei protagonisti. L’unica certezza è che il panorama da e verso piazza Umberto I e l’antica fontana monumentale risulta irrimediabilmente compromesso e a pagarne le spese è ancora una volta il territorio e i cittadini.

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