Un ricordo d’autore – Organizzata dall’Amministrazione la commemorazione di Ernesto Guida

COLFELICE – L’Amministrazione comunale ricorda il regista Ernesto Giuda, venuto a mancare lo scorso mese di marzo. L’appuntamento è fissato per oggi pomeriggio nella sala consiliare del Comune di Colfelice a partire dalle 16 e 30.
La presentazione dell’evento  sarà curata dal sindaco Bernardo Donfrancesco e dal professor Angelo Nicosia sul tema: “Ricordo di Ernesto Guida da parte dei suoi amici”. Il programma prevede anche la proiezione del film “Un Amico” girato dal regista venuto a mancare proprio in Ciociaria, che tra l’altro viveva a Colfelice, che tra l’altro viveva a Colfelice da oltre 20 anni insieme alla moglie Mara.
«Ernesto Guida – ha dichiarato il sindaco Donfrancesco – è stato un amico nel senso vero, nel senso proprio della parola. E coincidenza non casuale “Un Amico” è il titolo del film che portò Ernesto la prima volta dalle nostre parti alla fine degli anni ’60 quando, da regista, girò ad Arce le scene iniziali di quel tenero racconto cinematografo che esalta l’amicizia tra un bambino e un adulto. La sua scomparsa ha destato commozione, tristezza e rimpianto tra tutti coloro che hanno apprezzato, in molte occasioni, le sue autentiche doti di uomo giusto, onesti, innamorato della cultura, sempre disponibile al dialogo, animato da una  fermissima passione civile che lo portava ad amare la politica intesa nel significato più nobile del termine, come arte di governo finalizzata a conseguire il bene della polis, della comunità. Ernesto sapeva guardare con non comune attenzione e spirito critico agli eventi quotidiani, all’evoluzione della politica e della società contemporanea, sapeva analizzare e discernere con perspicacia le vicende e le situazioni non sempre limpide e lineari della vita pubblica e privata, sapeva valutare il valore e l’autenticità dei movimenti culturali. Ernesto – ha poi sottolineato il primo cittadino – amava la storia, coltivava le memorie del passato, aveva ben presenti le lotte e i sacrifici delle generazioni che ci hanno preceduto per la conquista della democrazia e del benessere, ed è un vero peccato che non abbia potuto esprimere il suo voto nelle imminenti consultazioni elettorali per le quali, da civis bonus, aveva fatto richiesta di votare nel proprio domicilio. Con lui era possibile parlare delle discipline più varie: di politica, di libri, di arte, di teatro, di giornalismo, di ambiente e, ovviamente di cinema. Perché il cinema, lo sappiamo tutti, fu il suo grande amore, e non solo dal punto di vista professionale. Lavorò, fin da giovane, in numerosi film, fu regista e sceneggiatore, direttore di riviste cinematografiche. Basterà ricordare, oltre a “Un amico”, “Il segreto dell’ uomo solitario”, tratto da un romanzo di Grazia Deledda, film di cui fu regista e sceneggiatore (uno degli interpreti fu Giulio Bosetti), la sceneggiatura e l’adattamento televisivo di “Mastro Don Gesualdo”, fiction (come si direbbe oggi) in 6 puntate tratta dall’omonimo romanzo di Giovanni Verga e trasmetto dalla Rai (prima opera di fiction televisiva). Fu sceneggiatore di numerosi altri film come “La vendetta di Spartacus”, “Maciste”, “Costantino il Grande”, “Questo Amore ai Confini del Mondo”. Nutriva un amore grande per la nostra terra, per la natura, per la campagna, per il verde,  per la quiete della sua casa. E fu proprio questo amore, condiviso con la sua diletta consorte Mara, che lo portò, 20 anni fa, a trovare rifugio nel nostro paese, in via Taglia, ove è stato benvoluto da tutti gli abitanti del posto come se fosse lì nato e avesse abitato lì tutta la vita».

44