Una ‘fogna’ nel rio Tramonti – Nei prossimi giorni si procederà a capillari controlli sui reflui delle abitazioni

ARCE – Il Rio Tramonti è “gravemente inquinato”.
A quasi due mesi dal sequestro operato dai Carabinieri di Arce dell’area verde tra le frazioni di Portone e Campanile, meglio conosciuta come “Guado Forestiero”, l’Arpa Lazio ha inviato agli inquirenti, al comune di Arce e per conoscenza agli enti preposti, i risultati delle analisi del corso d’acqua. Dal rapporto emerge tutta la gravità di una situazione ambientale altamente e gravemente compromessa dal mancato sollevamento dell’impianto a motore elettrico, in gestione all’Acea, collocato in località Portone. I dirigenti dell’agenzia ambientale regionale, avrebbero scritto nel loro rapporto che il corso d’acqua sia “gravemente inquinato, verosimilmente da reflui di origine civile, con un’elevata contaminazione da batteri fecali”. Insomma, le vibrate proteste, che da oltre dieci anni arrivavano dai cittadini del posto, puntualmente inascoltate dalle amministrazioni che si sono susseguite, sul grave stato ambientale della zona ora trovano conferma nei parametri analizzati dall’Arpa resi noti lo scorso 13 dicembre.
Il sindaco di Arce, Roberto Simonelli, vuole vederci chiaro. Nei giorni scorsi, proprio a seguito del rapporto di prova ricevuto, ha chiesto agli uomini della Polizia Locale una dettagliata indagine al fine di accertare se nel Rio Tramonti vengano convogliate acque reflue, la loro origine ed eventuali responsabilità. Nel contempo ha disposto che l’Ufficio Tecnico comunale segnali all’Acea il mancato funzionamento dell’impianto di sollevamento. In realtà gli uomini del maresciallo Evangelista hanno già denunciato a piede libero (ad ottobre scorso, al momento del sequestro) i possibili responsabili per danneggiamento di acque pubbliche e deposito incontrollato di rifiuti. Il rapporto richiesto dal primo cittadino, però, sarebbe teso anche a rilevare possibili riversamenti provenienti da abitazioni di privati.
«Mi sembra paradossale. – dice un abitante della zona. – Vogliono controllare dove finiscono i nostri scarichi! Ben vengano, ma questo – fa notare l’uomo – lo dovrebbero già sapere dall’Ufficio Tecnico del comune. Quello che invece loro dovrebbero dirci – conclude laconico – è che fine hanno fatto, per anni ed anni, ed oggi ancora continuano a fare, le fognature di migliaia e migliaia di persone!»

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