Verbali e leggi ‘snobbate’. L’opposizione motiva l’assenza – All’incontro sul regolamento dell’assise civica

ARCE – «Non parteciperemo a incontri che non ci garantiscono».
E’ questo, in breve, il senso delle motivazioni che hanno spinto i consiglieri di minoranza Emanuele Calcagni, Marcello Marzilli e Sara Petrucci a disertare l’incontro, indetto martedì scorso dal presidente del consiglio comunale, sulla predisposizione del regolamento sui lavori delle sedute civiche.
«Per prima cosa – ha detto Sara Petrucci – quando si fa una conferenza dei capigruppo andrebbe redatto un verbale. Questo, mi pare, non sia avvenuto quindi mi chiedo quale valore abbiano questi incontri. La seconda cosa, invece, è che avevamo deciso insieme la data della riunione, poi, per motivi a noi sconosciuti, è stata spostata di un giorno. Oltre a questo, credo che sia necessario spogliarsi del ruolo che ognuno di noi ricopre in questo momento in quanto occupati solo provvisoriamente. Chi oggi cerca di mettere il bavaglio alla minoranza – ha concluso l’esponente del Pdl – cronometrando le parole e magari pure i pensieri, domani potrebbe trovarsi dall’altra parte».
«Sono stato alla prima riunione – ha commentato invece Calcagni – ma giuridicamente non risulta che si sia mai svolta in quanto non esiste nessun verbale con le decisioni prese e né, tanto meno, le nuove date degli incontri. Per qualcuno – spiega ancora l’ex assessore – potrò essere considerato come un burocrate o un cavilloso, ma pretendo soltanto il rispetto della legge e la forma, che è uno degli elementi essenziali degli atti amministrativi. Se poi nel comune di Arce si opera con principi di diritto privatistico e non pubblicistico, possono benissimo fare riunioni senza la mia presenza».
«La bozza di regolamento che ci è stata sottoposta – dice laconico Marcello Marzilli – è “incostituzionale”. Al primo incontro è stata sottoposta alla nostra attenzione una bozza di regolamento che era assolutamente inadeguata. Abbiamo sollecitato alcuni necessari aggiustamenti che, ci auguriamo, saranno introdotti. Rimane, comunque, un impianto illiberale e “bulgaro” che rende il regolamento, allo stato, irricevibile. La richiesta del presidente del consiglio di “emendare” informalmente il regolamento, a una analisi approfondita, ci è parsa irrituale. Anche se, indubbiamente, mi è sembrato apprezzabile il comportamento di Gianfranco Germani. Ora, in commissione dei capigruppo, noi abbiamo la maggioranza. Avremmo potuto far passare ogni modifica. Modifiche di cui, poi, la maggioranza avrebbe potuto fare strame. Preferiamo, perciò lasciare alla maggioranza consiliare l’incombenza di rendere il regolamento “costituzionale”. Noi aspettiamo – ha concluso Marzilli – la proposta che sarà presentata in consiglio comunale nel corso del quale, se il documento non sarà stato depurato di tutti i commi che limitano il diritto costituzionale alla libertà di parola e di pensiero e se non sarà armonizzato al Tuel del 2000, ricorreremo a tutti gli strumenti legali e democratici per bloccarne l’approvazione».

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