‘Voglio una Regione a misura di cittadino’ – 18enne, è la più giovane candidata

COLFELICE – Ha soli diciotto anni, essendo nata ad Arpino il 4 luglio 1991, frequenta il quinto liceo scientifico di Sora ed è la più giovane candidata alle elezioni regionali di domenica e lunedì.
Ludovica Marsella, più decisa che mai, però non è nuova nella politica: due anni fa è stati infatti eletta, a sedici anni, nelle primarie del 14 ottobre 2007, all’Assemblea Costituente Nazionale del Partito Democratico e ha fatto perciò parte di diritto anche all’assemblea costituente regionale, provinciale e comunale.
Come affronta una diciottenne una candidatura così impegnativa?
«Sono entusiasta ed orgogliosa per la grande responsabilità che, ancora una volta, il partito ha voluto affidarmi. Voglio portare all’interno della Regione Lazio le idee e le aspettative di noi giovani ed in modo particolare delle giovani donne. Il mio appello al voto è principalmente rivolto a tutti i giovani e giovanissimi miei coetanei, non solamente a quelli che si riconoscono nel Pd o nella mia coalizione, ma anche a tutti gli altri giovani meno politicizzati o più vicini alla coalizione avversa».
Ancora una volta è la più giovane candidata del Pd a ruoli cosi importanti?
«Poter esprimere un rappresentante del mondo giovanile e delle donne, nel massimo organo di governo locale, quale la Regione, è indice dell’attenzione del Pd per tali categorie e una grande opportunità che i vertici del partito hanno voluto dare a noi giovanissimi. La scelta è ricaduta sul mio nome per la mia rappresentatività dell’elettorato giovanile, dovuta alla mia precedente elezione, a soli 16 anni, come membro dell’assemblea costituente nazionale».
Quale rapporto dei giovani con la politica?
«Il disagio sociale è crescente e la politica è sempre più incapace di dare ai più deboli, tra cui i giovani, le risposte. La società italiana è sempre più ferita, sono aumentate le disuguaglianze ed è aumentata la distanza fra i cittadini e la politica e conseguentemente verso istituzioni. E’ importante ripartire da noi giovani. La “Politica” deve tornare ad essere il mezzo per risolvere i problemi di tutti i cittadini. Deve tornare ad essere prima di tutto un servizio, nobile forma di amore per il prossimo e per il Paese, solo così riacquisterà la dignità ed autorevolezza necessaria per riconquistare la fiducia dei cittadini ed in particolare di noi giovani, che inevitabilmente dovremo comunque essere la futura classe dirigente del Paese».
Che ruolo, in tal senso, può avere la Regione Lazio?
«Voglio che la Regione Lazio, con le molteplici nuove competenze che sono progressivamente conferite alle Regioni, supplisca alle carenze e inadempienze proprie dell’attuale governo centrale, adottando, per quanto di competenza non solo diretta, ma anche concorrente, azioni per una politica più vicina ai problemi reali della gente e che abbia come obiettivo prioritario una società più solidale, più sensibile ai problemi di tutte le categorie più deboli».
Quali esigenze dei giovani e delle giovani donne ritieni prioritarie?
«Noi giovani vogliamo certezze e fiducia nel nostro futuro, in una società più equa e giusta, dove tutti abbiano un lavoro confacente agli studi effettuati e le capacità dimostrate. Noi giovani vogliamo una società in cui anche i figli degli operai e dei disoccupati abbiano le stesse opportunità iniziali, una adeguata istruzione e possibilità di carriera. La differenza deve farla il merito. Bisogna rilanciare il ruolo della famiglia, che deve essere messa in condizione non solo di fare i figli, ma anche di formarli ed educarli adeguatamente. Occorrono politiche che assistono le donne, giovani e meno giovani, nel loro ruolo di madri».
In conclusione come sintetizzi le tue aspettative dalla politica?
«In poche parole, voglio una politica che crei un Paese basato sulle pari opportunità, con una società migliore, più equa, che tuteli le categorie più deboli, che sia basata su principi di solidarietà. Che ponga la persona prima di ogni altro interesse».

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