Estate, divertimento, educazione. Il Galateo a tavola

Il Galateo della Tavola comprende tutte le situazioni in cui ci troviamo in pubblico in un momento di convivialità, sia per gustare un caffè al bar sia per un aperitivo tra amici sia ad un rinfresco, e pure quando siamo da soli e crediamo nessuno ci veda.
Predicare le buone maniere non è mai tempo perso, se chi ascolta riesce a trasmettere il messaggio a figli, nipoti, destinatari di quella ‘educazione civica’ ahimè ignota persino alle nuove generazioni di insegnanti.
Nelle ultime settimane non faccio che leggere di proteste di cittadini sul degrado di strade e rioni, sull’inciviltà dei giovani nel dopo-discoteca, sulle risse che tra loro si scatenano e sul numero degli interventi dei sanitari per malori persino di adolescenti in coma etilico, e pure di diciassettenni deceduti per il mix di ecstasy e alcol.
Come non marcare riprovevoli le condotte di coloro che, in nome del “diritto a divertirsi” nel fine settimana, imbrattano le loro città ed elevano in sguaiato tono le loro voci in orari che la maggioranza delle persone dedica al riposo! Sono episodi oltremodo sconvenienti, riprovevoli e penalmente perseguibili.
Ma si tratta di un minuzzolo di individui che purtroppo fanno cronaca, giovinastri senza educazione e senza principi.
Non è nelle intenzioni del Galateo negare alla gioventù il diritto a divertirsi, però vale sempre il saggio detto latino “in medio stat virtus” ossia la virtù, la cosa giusta, sta nel mezzo, tra gli estremi (derivazione dall’oraziano «est modus in rebus», “c’è misura nelle cose”).
Non credo che i giovani beneducati in famiglia cedano agli eccessi, né nel bere né negli atteggiamenti che possano causare nocumento ad altri o violare gli ordinamenti delle autorità.
E se ci sono giovani di famiglia “normale” che si lasciano trascinare in esperienze estreme, questi sono casi prima di tutto di un’educazione “difettosa” e secondo da intervento di psicologi per risolvere le lacune nelle relazioni infra-familiari.
A tutte le età si deve capire che le “buone maniere” sono uno “stile di vita”, un abito che si indossa fin da piccoli in casa e si porta in giro per il mondo, ogni giorno e in ogni stagione!
Non si gettano per terra le cartacce e le cicche di sigarette, non si abbandonano sui marciapiedi le lattine e le bottiglie vuote, non serve assumere droghe per ballare fino all’alba, non si giovani ubriachepgfanno foto degli amici in situazioni critiche per taggarle su face book e metterli alla berlina.
Giovanotti e giovanotte, capite che non è divertimento arrivare a stare male, all’estremo? chi ve lo ha insegnato?
Genitori, fattevi sotto e intervenite prima!

donna Maura – OlioVinoPeperoncino

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