ARCE – Mollicone: Santino è morto perché sapeva

Guglielmo Mollicone

Guglielmo Mollicone

ARCE – «Santino è morto per aver detto quello che sapeva sulla vicenda di Serena».
A margine della conferenza stampa indetta da Maria Tuzi, figlia del brigadiere trovato morto nel 2008 ad Arce proprio per illustrare i nuovi elementi per la richiesta di riapertura delle indagini sul caso, archiviato come “suicidio d’amore”, Guglielmo Mollicone, padre della studentessa diciottenne uccisa nel 2001, ha ribadito la sua richiesta di verità, attraverso dichiarazioni che davvero non lascano spazio a interpretazioni, ma che dovrebbero smuovere le coscienze di chi ha partecipato al delitto e/o all’occultamento del corpo di Serena, poi ritrovato tre giorni dopo la sparizione in un bosco di Fontana Liri.
«Il caso – ha precisato il padre di Serena – non è chiuso. Il 7 gennaio porteremo 20 elementi al Gip per far continuare ad indagare. L’archiviazione sarebbe una sconfitta. Chiederemo un esame del Dna per la popolazione. Su seimila abitanti bastano 1200/1550 prove. Era difficile trovare i colpevoli, quelli hanno fatto le cose con attenzione. Speriamo con questo metodo, invece, di trovare chi ha collaborato, per farci poi dire chi li ha comandati. Anzi li invito a uscire allo scoperto prima di essere individuati. Poi sarà troppo tardi».
Mollicone ha valutato positivamente l’elemento del nastro adesivo rilevato dai consulenti di Maria Tuzi.
«Sappiamo ora che quel nastro adesivo in qualche modo era arrivato in caserma».
Sul brigadiere si dice «dispiaciuto perché poco prima di andare in pensione è morto per aver detto la verità su quella mattina in caserma».
Maria Tuzi appare invece determinata e fiduciosa nella riapertura delle indagini. «Mio padre aveva un segreto che voglio scoprire. Abbiamo trovato tanti elementi nuovi. Il dato certo è che è stato trovato morto due giorni dopo aver testimoniato sul caso di Serena Mollicone».

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