ARCE – Caserma sotto la lente dell’Anac

Opere e polvere: L’appalto per la ristrutturazione dell’ex asilo nido “attenzionato” dall’Autorità anticorruzione di Cantone. Due le incongruenze che renderebbero irregolare l’affidamento dei lavori, peraltro quasi ultimati. Comune a rischio sanzione

La struttura dell'ex Onmi dove sono in corso i lavori di ristrutturazione

La struttura dell’ex Onmi dove sono in corso i lavori di ristrutturazione

ARCE – Procedure non corrette nell’appalto dei lavori di ristrutturazione dell’ex asilo nido: l’Anac ammonisce il Comune di Arce al rispetto della normativa.
L’ex fabbricato Onmi ancora al centro di presunte irregolarità. La struttura, che ospitava il nido comunale, nel 2009 è stata chiusa perché ritenuta inagibile ed ora, appena terminato l’intervento di ristrutturazione, è destinata a diventare la nuova sede della Brigata della Guardia di Finanza di Ceprano.
Secondo la missiva inviata dall’autorità presieduta da Cantone, però, nell’espletamento delle procedure di appalto ci sarebbero almeno due evidenti incongruenze che renderebbero irregolare l’affidamento dei lavori. La questione è stata sollevata all’Autorità Anticorruzione da Vincenzo Colantonio che, ad agosto scorso, aveva segnalato tre anomalie sull’appalto. Due di queste sono state riconosciute evidenti dal dirigente dell’Area di Vigilanza, tanto che lo stesso ha ritenuto di applicare l’articolo 7 del regolamento sugli accertamenti ispettivi nel settore dei contratti pubblici. Questa norma, infatti, prevede che, nel caso in cui non sussistono dubbi interpretativi e quanto esposto risulti dagli atti pubblici, non è necessario espletare un’istruttoria bensì è il dirigente stesso a chiedere formalmente all’amministrazione appaltante di ripristinare la legalità dei dispositivi.
Il punto è che ad Arce i lavori non solo sono stati appaltati, ma sono quasi ultimati. Eventualità questa che potrebbe comportare una maxi sanzione per l’ente di via Milite Ignoto, con una possibile responsabilità diretta di quanti hanno assegnato l’appalto.
Nel merito delle irregolarità contestate, ci sarebbero le spese inerenti gli oneri per la sicurezza. Queste nella determina a contrarre sarebbero ricomprese nell’ammontare complessivo di 260.000 euro, mentre il bando di gara erano indicate separatamente.
Altra importante incongruenza è stata riscontrata nel termine ultimo in cui era possibile presentare le offerte e cioè entro le 12 del 12/06/2015, mentre la determinazione è stata pubblicata sull’albo pretorio on line soltanto in data 19/06/2015 e quindi successivamente alla scadenza del termine di partecipazione. Un terzo aspetto sollevato da Colantonio, sulla competenza specifica di alcuni membri nominati nella commissione di gara, non è stato considerato censurabile dall’Anac che ha ritenuto legittimo il comportamento dell’Amministrazione.

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