ARCE – Serena in viaggio verso la verità

RiesumazioneSerena1ARCE – Il prezzo umano da pagare per la verità è stato davvero altissimo. Ma papà Guglielmo ha accettato in silenzio, tra le lacrime, quel passaggio innaturale del feretro di sua figlia davanti il suo negozio, tra quelle strade che Serena aveva calpestato tante volte, in quella caserma – quella di Arce – dove venne vista entrare con le sue gambe. Poi quindici anni di dolore, di battaglie, di inchieste aperte, chiuse e aperte ancora. E ora che la verità è vicina Guglielmo Mollicone ha indossato i panni del padre-coraggio, accettando anche la riesumazione del corpo di sua figlia, pur di darle giustizia. Dopo averla attesa fuori dal cimitero, ha accompagnato e salutato la sua bambina diretta a Milano. Un viaggio fondamentale per stabilire se le ipotesi della Procura che si sta avvalendo di una squadra di investigatori d’eccellenza e di un consulente, la dottoressa Cattaneo (di fama internazionale), siano proprio quelle giuste. Quelle che permetteranno finalmente di chiudere il cerchio.
Un momento per posare una rosa sul feretro tirato fuori in poco meno di quarantacinque minuti. In buone condizioni, hanno detto gli addetti ai lavori. Prima che – curate tutte le pratiche burocratiche proprio nella caserma di Arce – poco prima delle 11 Serena intraprendesse il viaggio più importante. Quello verso la verità.
Saranno ora le tecniche d’avanguardia del Labanof di Milano (il laboratorio di Antropologia forense) a poter raccontare molti di più di quanto sia stato possibile allora, quando nel 2001 il corpo di Serena venne trovato senza vita nel bosco dell’Anitrella, in località Fonte Cupa. Le spoglie di Serena potranno contare su una delle metodiche più avanzate di acquisizione in 3D attraverso una sorta di tac che permetterà di ricostruire, dopo la registrazione, un modello tridimensionale persino delle lesioni. Un elemento cruciale.
«Lo scopo della mia vita è dare a Serena il riposo eterno. Lei non ha mai cercato notorietà: purtroppo l’ha avuta perdendo la vita. Voglio solo che sia fatta giustizia. Non finirò mai di ringraziare la Procura, il comando dei carabinieri di Pontecorvo e quello Provinciale per l’eccellente lavoro che stanno svolgendo per poter dare a mia figlia il riposo che si merita».
«E’ arrivato il momento di parlare»
Mollicone lancia un appello ai colpevoli dell’assassinio. Ogni speranza nella scienza
LA RIFLESSIONE – Una notte insonne, quella di papà Guglielmo, che ha vigilato fino all’alba fuori dal cancello del cimitero di Rocca d’Arce per evitare che qualche malintenzionato potesse profanare il corpo di sua figlia. Una presenza simbolica, visto che i carabinieri hanno presidiato l’intera zona. Dopo la riesumazione Guglielmo Mollicone, insieme al suo avvocato De Santis e ai suoi affetti, hanno voluto sostare un minuto davanti al giardino dedicato a Serena.
Poi ha lanciato un appello diretto alla mano assassina: «Il colpevole parli, prima che sia troppo tardi».
Dai nuovi accertamenti Mollicone attende “certezze”: «Saranno accertamenti scientifici di alto livello e credo che possano esserci risultati definitivi. Penso alla possibilità di trovare magari un frammento piccolissimo che appartenga alla porta analizzata in caserma, ad esempio».
«Mi dispiace che qualcun altro abbia perso la vita per dire ciò che sapeva» ha aggiunto papà Guglielmo, visibilmente emozionato. Diretto il riferimento alla morte del brigadiere Santino Tuzi avvenuta due giorni dopo le dichiarazioni da lui rese sulla presenza di Serena nel comando di Arce il 1 giugno 2001. Forte e sincero il sostegno e la vicinanza espressi ieri dalla famiglia Tuzi attraverso l’avvocato Rosangela Coluzzi. Una vicinanza spirituale, ora che la verità sembra sempre più vicina.
«E’ un passo importante – ha poi aggiunto l’avvocato della famiglia Mollicone, Dario De Santis -. Spero che questa riesumazione risulti utile e che il costo umano, davvero altissimo, che ha comportato per la famiglia non risulti vano».
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