ARCE – Suicidio Tuzi. La richiesta di riapertura dell’inchiesta

ARCE – Il giallo sull’omicidio di Serena Mollicone potrebbe conoscere un’altra importante novità.
Il pool difensivo di Maria Tuzi, figlia di Santino, il brigadiere dei carabinieri che si è tolto la vita l’11 aprile 2008, si appresta a chiedere la riapertura delle indagini.
Il carabinieri in servizio presso la caserma di Arce, si suicidò pochi giorni dopo essere stato ascoltato sull’omicidio Mollicone. E’ in quell’occasione che Tuzi indicò ai magistrati la presenza di Serena in caserma il giorno del suo assassinio. Qualche giorno dopo il carabiniere sarebbe dovuto tornare in Procura. L’inchiesta su quella tragedia, inizialmente aperta con l’ipotesi di omicidio, venne archiviata e ritenuta estranea al giallo Mollicone. Ma la figlia del brigadiere, Maria Tuzi, non ha mai creduto alla versione dell’insano gesto per motivi passionali. Ad anni di distanza, grazie alle “indagini” condotte dall’avvocato Rosangela Coluzzi e la criminologa Sara Cordella, sono emersi molti punti oscuri che meriterebbero un maggiore approfondimento. D’altra parte lo stesso gip Lanna, respingendo l’archiviazione delle indagini sul delitto Mollicone, chiede che siano sentite a sit tutte le persone che possono avere avuto contatti con Santino, rimarcando che il brigadiere si è ucciso due giorni dopo le dichiarazioni in Procura. Su mandato della figlia del carabiniere, l’avvocato Coluzzi a breve chiederà la riapertura del fascicolo anche sul quel misterioso suicidio.

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