ARCE – Le strane assunzioni della “Valle del Liri”

Il presidente della XV Comunità Montana, Gianluca Quadrini

ARCE – La XV Comunità Montana è destinata, come le altre, a “liquefarsi” in un’Unione dei Comuni. Ma nonostante tutto, assume. E pochi lo sanno. Nove posti a tempo indeterminato tra funzionari, istruttori amministrativi e videoterminalisti. La notizia sarebbe a dir poco sensazionale se non suonasse quantomeno inopportuna.
In provincia di Frosinone gli enti locali che assumono a tempo indeterminato sono una rarità.
Se a farlo poi è un ente montano, potrebbe venire da pensare che si tratti di una burla.
Il dibattito degli ultimi anni attorno a questi enti territoriali, infatti, è quasi esclusivamente concentrato sulla loro soppressione o, nella migliore delle ipotesi, sulla possibile trasformazione in unione di comuni.

Le figure da inserire nell’organico
La quarta serie speciale della Gazzetta Ufficiale n.8 del 31 gennaio scorso, però, non lascia adito a dubbi. La XV Comunità Montana “Valle del Liri” ha indetto 4 concorsi pubblici, per titoli ed esami, per un totale di 9 assunzioni per profili tecnici e amministrativi. Gli interessati non hanno tempo da perdere perché la scadenza dei bandi è fissata per il 2 marzo 2017. Le figure da inserire nella pianta organica sono: 2 posti da istruttore direttivo amministrativo, categoria D; 2 posti da istruttore tecnico, categoria C; due posti da istruttore amministrativo, categoria C; 1 posto da funzionario tecnico, categoria D3; due posti di videoterminalista-autista, categoria B3. Le nuove assunzioni saranno tutte a tempo indeterminato e parziale da 18 o 24 ore settimanali, fatta eccezione per il funzionario tecnico che sarà a tempo pieno ed indeterminato.

I requisiti richiesti
I requisiti comuni per i quattro bandi sono: la cittadinanza italiana o nell’Unione; un’età non inferiore ai 18 anni; non essere stato escluso dall’elettorato attivo; non essere stato licenziato dalla pubblica amministrazione; non aver subito condanne penali; avere l’idoneità fisica all’impiego. Il diploma è il titolo di studio richiesto per i concorsi da istruttore amministrativo e videoterminalista. Per il concorso da funzionario tecnico, invece, ci vuole la laurea magistrale in ingegneria per l’ambiente e il territorio, oppure scienze ambientali, scienze naturali o architettura. Per la figura di istruttore direttivo è necessaria la laurea quinquennale in giurisprudenza o in scienze politiche, scienze umanistiche e dell’educazione o in lettere.

Le procedure di selezione
Le procedure selettive prevedono una prova preselettiva, quindi un esame scritto ed uno orale. Le domande di partecipazione dovranno essere inoltrate all’ufficio protocollo della XV Comunità Montana Valle del Liri tramite raccomandata con avviso di ricevimento o tramite pec all’indirizzo xvcmvalledelliri@pec.it, oppure consegnata direttamente a mano nella sede di Arce. Alla domanda dovrà essere allegata una ricevuta di versamento di 50 euro quale tassa di partecipazione.
La notizia dei concorsi comunque, nonostante la poca pubblicità, si sta pian piano diffondendo tra l’incredulità dei cittadini: in tanti, anzi tutti, si chiedono perché un ente, destinato alla soppressione o comunque a una revisione, dovrebbe assumere proprio ora. Qualcuno fa anche notare che l’esborso di 50 euro per partecipare a un concorso, di questi tempi, è una tassa piuttosto “pesante”.
Il coro unanime, infine, è che indire, al giorno d’oggi, concorsi per nove posti a tempo indeterminato è un lusso che pochissimi possono permettersi: la XV Comunità Montana è uno di quelli? E se sì: perché è l’unica di tutte le sei della provincia? Nelle altre assunzioni… zero!


«Non è possibile. Ed è inopportuno»
L’intervista – Il parere di Achille Bellucci, presidente di Uncem Lazio
«Attualmente siamo in un limbo in attesa della nomina dei commissari»

Cosa sono attualmente le Comunità montane? Di che cosa si occupano esattamente? Quali sono i limiti decisionali per chi ne è al vertice?
Tutte domande che in tanti si pongono dopo aver appreso che la Regione Lazio ha deciso di trasformarle in Unione dei Comuni e, di conseguenza, commissariarle per il periodo necessario alla loro trasformazione. E, in questa cornice,  come si inquadrano eventuali assunzioni, peraltro a tempo indeterminato, come quelle previste dalla XV Comunità montana “Valle del Liri” di Arce?
A cercare di tracciare una strada in quello che sembra un vero ginepraio amministrativo e normativo all’interno delle «vive ancora per poco» Comunità montane, è il presidente dell’Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) del Lazio è Achille Bellucci, ex vicesindaco di Acuto e attuale consigliere comunale oltre che presidente della XII Comunità montana dei Monti Ernici.

Perché la Comunità montane non sono ancora diventate Unioni dei Comuni?
«In realtà la procedura sarebbe anche piuttosto semplice: le Comunità montane, in attesa di essere trasformate in Unione dei Comuni montani, devono essere guidate da commissari per un periodo di sei mesi per arrivare alla liquidazione del vecchio ente. Ma da parte dei funzionari regionali c’è stata una battuta di arresto in attesa del parere di inconferibilità, secondo la legge Severino, per la nomina di commissari nei comuni al di sopra dei quindicimila abitanti. Nel frattempo le Comunità montane stanno continuando ad operare».

I presidenti, quindi, attualmente hanno pieni poteri?
«Si. Svolgono sia attività ordinaria che straordinaria».

E possono anche bandire concorsi come nel caso del presidente della XV Comunità montana, Gianluca Quadrini?
«Solo se sono autorizzati dalla Regione. E, da quanto mi risulta, non credo sia possibile autorizzarli. Si capisce da sé che questa cosa è ridicola. Oltre al fatto che è inopportuno. Le Comunità montane vivono unicamente di fondi che arrivano dalla Regione che erogano le spese minime di funzionamento. Le altre risorse le dobbiamo trovare, come fanno i Comuni, attraverso i bandi regionali ed europei».

Quando diventerete Unioni dei Comuni, a livello economico, cosa cambierà per voi?
«Avremo, sempre dalla Regione Lazio, delle risorse per la trasformazione una quota fissa minima per il mantenimento di servizi e personale. Il nostro ente dovrà essere di supporto reale e concreto ai Comuni».

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