ARCE – Assunzioni, il caso in Regione

ARCE – Un’interrogazione al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, per chiedere chiarimenti sulle assunzioni alla XV Comunità montana ed eventualmente il ritiro dei bandi di concorso.
E’ quella che presenterà domani mattina, alla Pisana, il capogruppo di Fratelli d’Italia, Giancarlo Righini, sul caso che negli ultimi giorni ha visto coinvolto l’ente presieduto da Gianluca Quadrini. Nove posti a tempo indeterminato part-time per quella che a breve dovrà diventare Unione dei Comuni, insieme alle altre 21 del Lazio. E che, agli sgoccioli di un’esistenza da Comunità montana, ha suscitato meraviglia ma anche scalpore.

Maura: un’idea davvero folle
A criticare senza mezzi termini la decisione di indire concorsi in un organismo che si sta sciogliendo, è il responsabile degli enti locali di Fratelli d’Italia, Daniele Maura che la definisce «assolutamente folle».
«Non riesco a comprendere – dice il consigliere comunale di Giuliano di Roma – come il presidente Quadrini possa soltanto pensare a una simile azione dopo i casi del Consorzio di bonifica di Pasquale Ciacciarelli e il danno erariale di Raniero De Filippis in qualità di commissario della Comunità montana di Lenola. E’ del tutto inopportuno pensare ad assunzioni a tempo indeterminato, per di più in un’ottica da tutti condivisa di razionalizzazione della spesa. In qualità di responsabile degli enti locali di Fratelli d’Italia – conclude Maura – sono pienamente concorde con il capogruppo alla Regione, Giancarlo Righini, che domani presenterà un’interrogazione al presidente Zingaretti».

L’«aiutino» al Comune di Arpino
Intanto, proprio in virtù della nuova veste “normativa” che le Comunità montane si apprestano a indossare, l’ente di via Borgo Murata ha sottoscritto una convenzione con il Comune di Arpino per l’utilizzo di personale, «con lo scopo do offrire collaborazione e supporto – sottolinea la “Valle del Liri” – nella gestione coordinata di servizio di Assistenza Direzione economico-finanziario e Amministrativo».
In sostanza, per andare incontro alla difficile situazione economica del Comune di Arpino (che l’anno prossimo si voti per il rinnovo del Consiglio comunale di Arpino e per la Regione Lazio è la solita coincidenza fatta notare dai detrattori!), Quadrini ha dato la sua disponibilità, come consigliere comunale, «proponendo la soluzione di utilizzo di due unità di personale all’interno dell’ente montano, cosi da venire incontro alle esigenze del Comune, salvaguardandolo da un’eventuale circostanza di dissesto economico».

Il fine delle Unioni
Sarebbe, infatti, proprio questa la finalità con cui le Comunità montane si apprestano a diventare Unioni dei Comuni: svolgere attività di supporto agli enti locali che rientrano nel loro ambito e rendersi punto di riferimento per gestire funzioni fondamentali in modo tale da risparmiare risorse economiche di cui, attualmente, le amministrazioni sono praticamente a digiuno. Con il drastico taglio ai trasferimenti statali, infatti, sono spiccioli quelli che gli amministratori ricevono dal Governo centrale. Le uniche possibilità di sopravvivenza sono da pescare nel ben più ricco “mare europeo” per il quale, però, è necessario saper rispondere ai bandi e presentare progetti.
Intanto, con questo “prestito” di dipendenti comunali, il Comunale di Arpino qualcosa ha risparmiato: spese di personale per 48 ore settimanali.
Quello che non si riesce a comprendere ancora appieno, è l’opportunità, in regime di spending review, di indire concorsi per 9 posti. E per di più a tempo indeterminato. Le due unità del Comune di Arpino, infatti, saranno “adottate” dalla Valle del Liri, ma solo fino al 30 settembre.
Ultima annotazione. Anche alcuni Comuni della provincia di Roma hanno chiesto di poter attuare una convenzione con la XV Comunità montana per «un’economica gestione delle risorse umane». Sindaci ciociari, affrettatevi!

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