ARCE – Approvata dal Consiglio la stangata sui rifiuti

Il primo cittadino Roberto Simonelli

ARCE – Stangata sull’immondizia in arrivo visto che il consiglio comunale ha approvato a denti stretti l’aumento della Tari. I rincari riguarderanno indistintamente tutte le utenze, sia domestiche che produttive, con una media che va dal 5 all’8 per cento. Il provvedimento è stato approvato durante la seduta di giovedì scorso, con sette voti favorevoli della maggioranza (assente per motivi di salute l’ex assessore Katia Germani) e quattro contrari, quelli dell’opposizione (assente Vincenzo Colantonio). Il dato politico della manovra è molto pesante, perché aggiunge immediatamente dopo la revoca dall’incarico dell’assessore ai Tributi Katia Germani e dopo una serie di valutazioni del primo cittadino, che hanno portato qualche giorno fa ad una riorganizzazione interna di alcuni uffici e servizi del comune.
D’altra parte, durante la massima assise cittadina, è stato lo stesso sindaco Simonelli ad ammettere la sussistenza di alcuni problemi a cui si sarebbe giunti dopo le ingenuità commesse dalla sua amministrazione, che ora non ha potuto fare altro che ricorrere all’aumento della tassazione.
In ballo, infatti, non ci sono soltanto i binari stretti della normativa che obbliga i comuni a far ricadere sui cittadini l’intero costo del servizio, ma gli equilibri del prossimo bilancio di previsione. Il sindaco, in quasi mezz’ora di intervento, oltre a comunicare ufficialmente il passaggio della delega che scotta all’assessore Dario Di Palma, ha snocciolato una serie di cifre che, per la prima volta, hanno portato in rosso le casse civiche e che, senza adeguato rimedio, potrebbero causare un vero e proprio default.
«I motivi di questo assestamento di deleghe – ha detto il primo cittadino – possono essere tanti. La verità – ha spiegato Simonelli – è che questo settore cruciale ha bisogno di tanto impegno e competenza. Al primo posto abbiamo il problema di un’evasione che cresce di anno in anno. Non siamo più di fronte ad una quota fisiologica, ma ad una vera e propria sacca di cittadini che non pagano. I dati – ha aggiunto ancora il sindaco – ci dicono che quasi il 30 per cento dell’imposta è evasa. Soltanto per la Tari non rientrano ogni anno tra i 180 e i 200mila euro. Sommati agli altri tributi si perdono circa 380mila euro d’incassi annui. Una situazione che non è più sostenibile e che noi vogliamo combattere senza sconti. Perché, sempre da un esame dei dati, abbiamo scoperto che a non pagare sono circa 500 utenze che appartengono quasi del tutto a famiglie o imprese con fasce di reddito medio-alte. Siamo di fronte ad uno stato di ingiustizia sociale dove chi meno guadagna paga le tasse regolarmente, mentre chi ha difficoltà economiche prova a fare il furbetto. Questo è intollerabile. Noi sappiamo chi sono gli evasori – ha concluso Simonelli – e gli staremo addosso anche grazie ai mezzi informatici».
Il primo cittadino non nomina mai l’assessore Germani, ma è evidente che, secondo lui, le responsabilità sono in buona parte riconducibili anche alla sua gestione. L’opposizione, invece, non ha rilevato questioni politiche e si è limitata a votare contro gli aumenti.

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