FONTANA LIRI – I profughi protestano ancora

FONTANA LIRI – Una nuova protesta alla casa di cura “Villa Stefano”: arrivano le forze dell’ordine e la guardia medica che trasferisce sei profughi all’ospedale SS. Trinità di Sora con una sospetta intossicazione alimentare. Il personale sanitario, secondo una prima visita, non avrebbe escluso neppure che i malori (crampi addominali e dolori intestinali) possano essere causati dall’acqua non potabile. Ma tutto è ancora da stabilire. Intanto nella struttura di via Tillo sono rimasti, al momento, soltanto 6 immigrati: entro le 16 di domani saranno trasferiti anche loro. Quattro sono stati portati, invece, al commissariato di via Firenze per ulteriori accertamenti e presi in carico direttamente dalla polizia. Il sindaco, Gianpio Sarracco, con molta probabilità riferirà sulla questione oggi in consiglio comunale.

I fatti
Erano le 8.30 di ieri quando alcuni residenti della zona, svegliati dal rumore e dalle voci provenienti dalla struttura, hanno chiamato i carabinieri. I profughi, ospitati nella casa di cura “Villa Stefano”, stavano nuovamente protestando per il trattamento del vitto che, a loro parere, sarebbe assolutamente inadeguato, oltre che scarso. Questo da quanto capito anche grazie all’interprete, arrivato sul posto ieri mattina, insieme a Polizia, Vigili urbani di Fontana Liri, Carabinieri di Sora e Fontana Liri, il primo cittadino Sarracco, accompagnato dal geometra Franco Venditti e un delegato della Prefettura. Si è reso necessario, però, anche l’arrivo della guardia medica e di ambulanze che hanno provveduto a trasferire i sei dei sedici ospiti al pronto soccorso del nosocomio sorano con sintomi da intossicazione: vomito, diarrea e crampi addominali. Il personale sanitario, dai primi accertamenti, non ha escluso una possibile intossicazione alimentare, forse legata alla somministrazione di acqua non potabile. Intanto nella giornata di domani scade il termine, imposto dall’ordinanza del sindaco, per lo sgombero della struttura a causa delle condizioni igienico-sanitarie inadeguate: anche gli ultimi sei rimasti dovranno lasciare l’edificio. La situazione in via Tillo è tornata alla normalità intorno alle 13.30 di ieri.

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