FONTANA LIRI – Caso profughi al tar. Fissata l’udienza

FONTANA LIRI – Sarà necessario attendere il 4 maggio per una svolta sul caos profughi a Fontana Liri.
Quel giorno infatti avrà luogo la discussione davanti ai giudici del Tar di latina sul ricorso presentato dall’amministratore unico della casa di cura Villa Stefano, che ospita i quindici richiedenti protezione internazionale. In attesa di tale data, come detto, tutto resta sospeso: ferma l’ordinanza urgente emessa dal sindaco Gianpio Sarracco il 7 aprile scorso, nella quale si sottolineava una serie di carenze riscontrate nell’edificio in via Tillo; tra le quali spiccavano certamente quelli igienico-sanitarie. Al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, però, il numero uno della casa di cura di Fontana Liri ha portato le autorizzazioni che parevano mancanti, almeno stando a quanto emerso dagli accertamenti resi noti nell’ordinanza. Che ci siano o meno tutte le carte del caso, che i rifugiati vivano o meno in condizioni accettabili, comunque, la Prefettura al momento sembra non voler intervenire. Il motivo potrebbe essere la mancata individuazione di un luogo adatto ad ospitare i giovani. Sta di fatto che il Comune, almeno fino al 4 maggio, ha le mani legate. Il primo cittadino tuttavia si augura che i migranti vengano trattati con riguardo e che le loro condizioni vengano monitorate in modo costante.
«Siamo preoccupati – ci ha detto Gianpio Sarracco – per gli ospiti della struttura, ci auguriamo che stiano bene e che la Prefettura esegua controlli quotidiani. Auspico che abbiano almeno – ha aggiunto il sindaco – da bere e mangiare a sufficienza».
Già perché alcuni profughi sarebbero stati visti far con le mani il gesto di portarsi il bicchiere alla bocca. Difficile interpretare diversamente quel movimento con il braccio. Se cosi fosse, dunque, i quindici stranieri starebbero soffrendo la sete, e un mese sembrerebbe infinito.

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