ROCCA D’ARCE . E’ scontro sulle dichiarazioni rese dalla minoranza in Consiglio comunale

ROCCA D’ARCE – «Alla luce degli ultimi sviluppi e dopo i gravi attacchi giunti sia dalla maggioranza che dall’opposizione, è di assoluta necessità l’intervento del Prefetto, affinché la verità venga ristabilita». Esordisce così, in una nota, il Gruppo consiliare di minoranza “Roccadarce Progetto Comune” in riferimento al caso che da giorni tiene banco nella piccola comunità ciociara: le dichiarazioni, ritenute false, rese dal Sindaco Rocco Pantanella e dai suoi consiglieri circa la lettura della dichiarazione di voto da parte del consigliere di minoranza Tiziana Di Folco.
«Il vero interesse del Sindaco – continua la nota – sembra essere unicamente una modifica al Regolamento del Funzionamento del Consiglio Comunale con la quale vorrebbe ridurre il numero minimo di Consiglieri necessario a rendere legale una seduta consiliare in prima convocazione e i tempi dedicati all’illustrazione di interrogazioni, mozioni ed emendamenti. Allo stesso modo, il primo cittadino ha ritenuto opportuno sottolineare il divieto di effettuare registrazioni non autorizzate dal Consiglio Comunale. Evidentemente, per far sì che si continui a negare, non ricordare o non sentire quel che, in sede di Consiglio, accade e viene detto. Il nostro Gruppo auspica un fermo intervento del Prefetto, da noi doverosamente informato dell’accaduto, con prove a sostegno della veridicità delle nostre dichiarazioni. Il bene dei cittadini e delle famiglie di Rocca d’Arce – conclude la nota – è nostra assoluta priorità. Per loro continueremo questa nostra battaglia, significativa di quel senso di legalità e di confronto democratico a cui tutti dovrebbero ispirarsi e a cui continueremo a credere come un valore fondamentale per la crescita, economica e sociale, della nostra comunità».
A intervenire personalmente è anche la Consigliera di minoranza Tiziana Di Folco che affida al web le proprie amare considerazioni: «La serietà, la coerenza, e l’etica sono i miei riferimenti di vita ed è con questi riferimenti che sono entrata in Consiglio Comunale. Li considero dettami fondamentali della vita di una persona, soprattutto se quest’ultima è impegnata in un incarico pubblico. Ritengo pertanto gravissima l’accusa rivoltami dalla maggioranza di aver mentito circa la lettura della mia dichiarazione di voto. Affermazioni pesanti che, fortunatamente per me, ho la possibilità concreta di smascherare. A mio avviso, una comunità è ben governata quando si lavora con e nell’onestà e verità. Tutto il resto è conseguenza di queste condizioni fondamentali».

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