ARCE – “Scuolabus a peso d’oro”

ARCE – Colantonio scoperchia il caso del pulmino d’oro. Il fuoco amico del consigliere di maggioranza colpisce ancora l’operato della giunta. L’ex delegato alla manutenzione pubblica, nell’ultima riunione del consiglio comunale, ha presentato un’interpellanza rivolta all’esecutivo del sindaco Roberto Simonelli, relativa ai costi del servizio scuolabus per la scuola d’infanzia.
Il Comune, secondo la tesi di Filippo Colantonio, pagherebbe somme esorbitanti per l’affidamento del servizio. Il costo annuo, infatti, è di oltre 50.000 euro e c’è da considerare che il pulmino è di proprietà comunale e che l’ente provvede anche a pagare l’assicurazione, il bollo, le gomme e la batteria.
«La ditta appaltatrice – spiega Colantonio – fornisce l’autista, il gasolio necessario alla circolazione e circa due cambi d’olio all’anno. Consideriamo – prosegue il consigliere – 20 euro di carburante al giorno per 200 giorni e i cambi d’olio fanno circa 4500 euro di spese. Il resto, quasi 45mila euro, è il costo imputabile all’autista. Mi sembra un po’ tanto – fa notare – soprattutto se si considera che è emerso che un comune limitrofo al nostro, trovandosi con le stesse necessità del comune di Arce, ha richiesto ad una società di lavoro interinale di Cassino un autista per lo scuolabus. Il costo orario accordato a questo comune è pari a 21,36 euro più Iva. Se si considera un impiego del lavoratore per circa 6 ore giornaliere e per circa 200 giorni annui, possiamo desumere che l’autista ci sarebbe costato 25.632 euro. Con questa soluzione avremmo risparmiato circa 20mila euro e magari le avremo potuto investire sull’acquisto di un nuovo mezzo».
C’è di più. Perché Colantonio non si limita a fare le pulci ai costi del servizio, ma getta pesanti ombre sulla regolarità dell’affidamento dell’appalto.
«Da una ricerca sull’albo pretorio – ha ripreso – è stato riscontrato che il Comune, ormai da anni, affida il servizio di trasporto scolastico sempre alla stessa ditta. E lo fa anche in modo frazionato, in netto contrasto con il parere numero 49/2015 dell’Anac, la quale in più occasioni ha ribadito l’illegittimità delle procedure di frazionamento. Comunque sia – ha concluso Colantonio – per quanto esposto, invito la giunta a rivedere l’appalto, ad accertare eventuali responsabilità e a quantificare l’eventuale danno erariale. Inoltre, invito anche ad annullare la delibera di giunta numero 37 del 20 aprile, perché penalizzante sotto il profilo economico per la nostra amministrazione».

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