ARCE – Decadenze, è tutto da rifare

ARCE – A un anno esatto dal voto del consiglio comunale, il rappresentante del Governo territoriale interviene sull’annosa questione sollevata da Marcello Marzilli in qualità di primo dei non eletti della lista d’opposizione.
Il prefetto Zarrilli, in una nota inviata al primo cittadino e per conoscenza all’interessato, prende atto di quanto esposto dall’ex assessore e si sofferma su due aspetti della vicenda. Il primo riguarda l’impugnabilità (per decorrenza dei termini) della delibera n. 15 dell’11 maggio 2016 con la quale non veniva deliberata la decadenza del consigliere Sisto Colantonio. Nel secondo aspetto, invece, ben più importante, il Prefetto sostiene che l’argomento possa essere sottoposto nuovamente all’esame dell’assise civica, nel rispetto di quanto previsto nell’art. 78 comma 2 del Tuel. Questa norma sancisce l’obbligo dei consiglieri comunali ad astenersi dal prendere parte alla discussione e alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado. Ed è proprio su questo punto che Marzilli, subito dopo la clamorosa seduta di consiglio, finita con sei voti favorevoli e sei contrari, sollevò forti dubbi sulla regolarità della votazione. Nella tarda mattinata di ieri, intanto, la lettera sarebbe arrivata sul tavolo del sindaco Simonelli che ora dovrà gestire la delicata questione.
«Noi siamo per il pieno rispetto delle regole – ha detto il primo cittadino -. Lunedì dopo il consiglio comunale – ha aggiunto – valuteremo la questione in maggioranza e serenamente decideremo sul da farsi».
«L’articolo del Tuel – ha detto invece Roberto D’Auria, capogruppo di Insieme per Arce Democratica – si riferisce a interessi di natura economica e che siano in conflitto con quelli dell’ente. Non credo che si possa applicare al diritto di un consigliere a poter svolgere il mandato».
«Avevo ragione io – ha detto Marcello Marzilli -. Voglio solo aggiungere che sulla questione ci sono diversi aspetti che non possono essere sottovalutati. Ora però – ha concluso – tocca al sindaco decidere se riconvocare o meno il consiglio comunale».
Secondo l’ex consigliere, sulla vicenda sarebbe pesato il parere espresso durante la seduta dal segretario comunale. In quell’occasione, infatti, il presidente del consiglio chiese al funzionario di esprimersi sulle modalità di discussione e votazione dell’argomento e questi sostenne che i consiglieri oggetto della decadenza potessero partecipare.

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