ARCE – “Troppi errori”. L’affondo di Colantonio sulla giunta

ARCE – Troppi dubbi sull’operato della giunta: l’affondo di Filippo Colantonio. La spaccatura tra il sindaco e il consigliere di maggioranza appare sempre più insanabile. D’altra parte le interrogazioni e le interpellanze presentate dall’ex delegato alla Pubblica manutenzione pesano come un macigno sull’operato della lista “Liberamente per Arce”.
«Negli ultimi cinque mesi – scrive il consigliere – molte delle mie richieste e segnalazioni sono state ignorate. Eppure, se qualcuno avesse verificato la fondatezza di quanto ho esposto probabilmente avremmo avuto qualche euro in più da gestire. Qualche esempio?
Per il recupero dell’Ici delle centrali idroelettriche sono stati spesi oltre 70.000 euro in parcelle. Per legge se ne potevano spendere solo 40.000 e la differenza di 30.000 euro l’avremmo potuta recuperare in bilancio per le opere o per abbassare le tasse.
Altra questione – aggiunge Colantonio – è l’affidamento del trasporto scolastico. Anche qui ho dimostrato, conti alla mano, come si potevano ottenere forti risparmi per almeno 10.000 euro.
Altri 6.000 euro potevano venire dalla decurtazione del 50% dell’indennità dell’assessore Katia Germani, che da quanto mi risulta, per il contratto di lavoro dichiarato ed in assenza di aspettativa, dovrebbe essere dimezzato.
Ulteriori economie potevano arrivare dalle indennità del responsabile del servizio finanziario a cui sono stati liquidati 5.333 euro quando si doveva liquidare un’indennità pari a 4.000 euro.
Di fronte a tanta indifferenza rispetto a quanto ho segnalato – conclude il consigliere – non posso che invitare i cittadini a prendere atto del comportamento della giunta e del sindaco».
Ma lo scontro vero e proprio è maturato sulla tassa dell’immondizia. Secondo Colantonio, chi ha gestito i tributi negli ultimi anni ha penalizzato le attività produttive.
«Invece di sostenerle e favorirle, vengono spremute come limoni». E poi la «sproporzione» tra le utenze domestiche. «Quattro persone in settanta metri quadri 151 euro, ma se abitano in una villa di duecento pagano appena cinquanta euro in più. Non mi sembra equo».

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