ROCCADARCE – “Quaglieri pianga se stesso” Pantanella fa la voce grossa

ROCCA D’ARCE – «Non esiste alcun “caso” Di Folco. Esiste invece, ed è politicamente grave, il “caso” Quaglieri, ossia il capogruppo della lista “Roccadarce Progetto Comune” che è uscita pesantemente sconfitta alle ultime elezioni, il quale continua a perdere pezzi importanti della sua compagine. Così la butta “in caciara”, cercando di sviare l’attenzione dei cittadini addossando colpe inesistenti alla maggioranza e sottoscritto».
Il sindaco Rocco Pantanella reagisce duramente all’affondo del capogruppo di minoranza Quaglieri. E contrattacca ricostruendo così il caso: «Il consigliere Quaglieri avvia un turnover tra i rappresentanti della sua lista i quali, a turno, si dimettono facendo entrare in Consiglio i primi dei non eletti. Ma la rotazione riguarda tuti i membri della lista tranne lui, che resta abbarbicato alla sua poltrona. Quaglieri poi dimentica che il consigliere Patrizio Di Folco (ora tanto vituperato) faceva parte della sua lista ed è subentrato al consigliere Mario Lancia, sempre della sua lista. Semmai è stato Quaglieri, come capogruppo, incapace di tenere unita la lista che rappresentava, rimanendo praticamente solo. Insomma: “chi è causa del suo mal, pianga se stesso”».
Il sindaco sottolinea il diritto di Patrizio Di Folco a creare un suo gruppo di minoranza e a guidarlo, rimarcando che «non vi è per i consiglieri comunali un vincolo di mandato, ma essi sono assolutamente liberi di esplicitare, come meglio credono, la loro azione politico-amministrativa in Consiglio comunale, rispondendo solo al corpo elettorale».
Quanto alle recenti elezioni in seno alla XV Comunità montana, Pantanella afferma: «Come fa il Quaglieri a stabilire con certezza chi ha votato per l’elezione di Patrizio Di Folco alla Comunità montana di Arce se il voto è segreto? Come fa a stabilire quali voti dei gruppi di minoranza hanno influito sulla sua elezione? Ha forse “sbirciato” mentre era in corso la votazione segreta? Quaglieri sappia che qualsiasi consigliere comunale eletto in un ente sovraordinato ha l’obbligo morale e politico di rappresentare tutta la comunità rocchigiana, prima ancora che i propri interessi politici di parte. Un principio che lui, che politicamente si atteggia a paladino della democrazia – conclude il sindaco – dovrebbe praticare e non solo enunciare».

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